Mille studenti reggiani verso Berlino
Iniziato il percorso che porterà i giovani a conoscere i luoghi del nazismo. Approfondimenti sui militari italiani internati
REGGIO EMILIA. Torna a Berlino, capitale del regime nazista e luogo di prigionia di centinaia di migliaia di italiani, il Viaggio della Memoria di Istoreco. L'edizione 2017 porterà oltre mille studenti delle superiori nel nord-est della Germania, nella vivacissima Berlino odierna. Il programma prevede approfondimenti sui luoghi del potere nazista e su quelli della persecuzione, come il museo ebraico e gli splendidi monumenti dedicati alle vittime del Terzo Reich. O sui simboli dell'efficacissima macchina propagandistica del periodo, come lo stadio olimpico costruito per i Giochi del 1936, quelli del trionfo di Jesse Owens. Lo stesso stadio in cui l'Italia ha vinto i Mondiali 2006, per intendersi. Le ragazze e i ragazzi della nostra provincia potranno poi visitare un campo di concentramento. Come quello di Sachsenausen, alla periferia della città, uno dei primi luoghi di internamento per "sovversivi" e prigionieri politici, aperto nel 1936 proprio nei giorni delle Olimpiadi. L'alternativa è Ravensbruck, unico campo interamente per donne del Terzo Reich, a nord di Berlino sulle rive di uno splendido lago, usato anche come sede di addestramento per la componente femminile delle Ss. Per conoscere meglio la storia di questo complesso, poco nominato nonostante vi siano passate oltre 200mila persone, gli studenti incontreranno al teatro Valli il 26 gennaio Mirella Stanzione, figlia di partigiani spezzini deportata a Ravensbruck assieme alla madre. Il cuore del viaggio sarà poi il percorso sugli Imi, i militari italiani internati, soldati che dopo l'8 settembre 1943 non si unirono ai nazisti e alla Rsi di Mussolini e che furono catturati e mandati in Germania, come schiavi nell'agricoltura e nell'industria. Si parla di centinaia di migliaia di uomini, e fra loro almeno settemila reggiani. A Berlino si visiteranno i luoghi dove questi "eroi del rifiuto" vissero e dove spesso morirono. Agli Imi è dedicata anche parte di un altro importante progetto del viaggio, quello sulle pietre d'inciampo. Le pietre sono piccoli monumenti che vengono posati nei luoghi dove le vittime del nazismo vissero libere per l'ultima volta, cubi sistemati per attirare l'attenzione di chi cammina. Fra 2015 e 2016 a Reggio ne sono state posate venti, e nel gennaio 2017 ne arriveranno altre quindici. Diverse classi del prossimo viaggio stanno lavorando per ricostruire le biografie di queste quindici persone, fra le quali diversi Imi.
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