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Parmigiano Reggiano Investimenti per 15 milioni

di Claudio Corradi
Parmigiano Reggiano Investimenti per 15 milioni

È stato ufficializzato ieri mattina nel corso dell’assemblea che si è svolta al Classic Aumenta la contribuzione da parte dei consorziati per 50 centesimi a forma

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REGGIO EMILIA. L’assemblea del Consorzio del Parmigiano Reggiano che si è tenuta ieri mattina al Classic Hotel, si è finalmente svolta in un clima rasserenato da una situazione di mercato in ripresa rispetto a quella insostenibile del 2015 che sarà ricordato come l’annus horribilis.

Le quotazioni medie del prezzo del Parmigiano Reggiano nel 2016 sono aumentate di quasi 1 euro rispetto a quella dello stesso periodo dell’anno precedente attestandosi oggi, stando ai valori forniti dall’osservatorio di settore Clal per prodotto all’ingrosso stagionato 24 mesi, al di sopra dei 10,50 euro al chilo. Valori che, pur essendo ancora di un 20% inferiori rispetto a quelli record del 2011 lasciano però ben sperare per il futuro. Ed è anche grazie a questo che l’assemblea di ieri è stata particolarmente propositiva e favorevole a decisioni costruttive ed imprenditoriali soprattutto perché di prospettiva.

Si è trattato innanzitutto di ufficializzare quanto deliberato nella precedente seduta del 6 aprile scorso alla luce questa volta dell’approvazione da parte del Ministro delle Politiche agricole del piano produttivo 2017-2019, adeguato il 21 novembre scorso con la quota di riferimento comprensoriale di latte pari a 17.620.000 quintali (che corrisponde a circa il 18% del latte prodotto ogni anno in Italia), che ad aprile era stata fissata a 17.500.000.

Nell’incontro di ieri è anche stata riconosciuta la possibilità di espansione di tale quota in ragione dello 0.8% rispetto a quella di riferimento. «Relativamente alle modifiche integrative dei piani produttivi 2017/2019 – sottolinea Alberto Lasagni, responsabile del settore agroalimentare di Confcooperative Reggio Emilia – si tratta di dare la giusta flessibilità ad uno strumento che dev'essere vissuto dai produttori non come una gabbia allo sviluppo ed alla crescita, ma come uno mezzo di autogoverno. La crescita va di pari passo con l'accresciuta conoscenza dei mercati e delle sue dinamiche». Ed è proprio sul fronte dei mercati, e della necessità di investire da questo punto di vista, la più importante novità deliberata con il 79% di voti a favore. Si tratta di un aumento della contribuzione da parte dei consorziati pari a 50 centesimi a forma. Questo per il 2017 visto che per il 2018 è fin d’ora prevista una ulteriore “autotassazione” di altri 50 centesimi che da quel momento porteranno ad un contributo complessivo da parte di produttori di 7 euro a forma (17,5 centesimi al chilo). Una scelta che permetterà investimenti per ulteriori 15 milioni di euro in 4 anni (nell’anno di expo sono stati investiti 6,5 milioni di euro). «Una decisione questa – puntualizza Lasagni – che permetterà di accompagnare l'aumento produttivo con una maggiore pressione sulla comunicazione per continuare ad affermare che il Parmigiano Reggiano, sia in termini di rigorosità e serietà delle regole di produzione che di maggiori controlli, è un prodotto che vuole distinguersi sempre più da tutti gli altri prodotti lattiero caseari».

E’ confermata la strategia del Consorzio di tutela del Parmigiano Reggiano che punta sulla regolamentazione della produzione e sulla valorizzazione delle quote latte trasformabile in Parmigiano Reggiano assegnate direttamente ai produttori. Un meccanismo che permette di fissare con chiarezza i livelli produttivi in capo al singolo allevatore e non ai caseifici come accade per altre Dop anche importanti. Per i produttori che non rispetteranno la quota assegnata scatteranno delle sanzioni che saranno applicate modularmente in relazione allo “sforamento”, partendo da 5 euro per quintale latte quando l’esubero è contenuto entro il 3% per arrivare fino a 20 euro a quintale quando questo arrivasse a superare il 9%.

L'Assemblea dei caseifici del Parmigiano Reggiano ieri ha anche approvato (256 voti favorevoli, 6 contrari e 15 astenuti) il bilancio preventivo del Consorzio per il 2017, che prevede 28,75 milioni di entrate, 17,81 milioni di investimento per rafforzare le vendite in Italia e all'estero ed ulteriori interventi sulla sorveglianza per 1,2 milioni oltre ad 1.75 milioni per progetti speciali sul mercato.

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