«En.Cor, perché non paga il Pd?»
Correggio: la provocazione di Damiano (Prc-Se) che tira in ballo Ennio Doris
CORREGGIO. «Perché il Pd, responsabile del crack En.Cor nella persona dei suoi esponenti, non dà un contributo all’estinzione del debito ad esempio vendendo il Salone delle feste e smettendo di perpetrare una politica di bilancio dannosa all’interesse pubblico del Comune e dello Stato?».
La provocazione arriva da Andrea Damiano, segretario di Prc-Se di Correggio. Che torna all’attacco sul caso dell’ex municipalizzata dell’energia. Lo scandalo che fece dimettere l’ex sindaco Marzo Iotti e che tiene impegnata l’amministrazione su più fronti di giudizio. «Il Comune di Correggio in virtù della deliberazione della Corte dei Conti emessa e deliberata in data 11 Ottobre 2016 è stata invitata a ridefinire il bilancio in virtù dell’obbligo di onorare il debito nei confronti delle banche per il caso En.Cor. Le domande che si affacciano alla mente sono molteplici - si legge in una nota di Damiano - Perchè il Comune non ha comunicato la decisione immediatamente nemmeno ai propri consiglieri, tanto che questi ultimi hanno appreso la notizia grazie alla carta stampata? Come mai l’amministrazione propone di sanare i debiti vendendo proprietà del Comune stesso senza considerare che le proprietà in questione sono di fatto della cittadinanza e non si può rimediare a responsabilità degli amministratori facendo ricadere la colpa sui cittadini?».
E poi ancora: «In consiglio comunale si approva la variante di bilancio promettendo che non si toccheranno le tasse dei cittadini ma semplicemente il debito verso il Banco Popolare di Verona, che nel frattempo ha subito un saldo e stralcio portandosi a “soli” 2 milioni di euro, si estinguerà in un triennio grazie ad una revisione delle spese. Come? Si faranno solo fotocopie fronte/retro?». Ma Damiano solleva anche un’altra questione: «Come mai alla luce degli avvenimenti ultimi risulta così sospetto il tour, organizzato dal Circolo Frassati, del patron di Banca Mediolanum Ennio Doris a colloquio con i giovani delle scuole correggesi come esempio di moralità. Che ci sia per caso un accordo sottobanco per un qualche coinvolgimento della suddetta Banca nel caso?». «Sarebbe molto utile una risposta - conclude l’esponente di sinistra – anche perché qui la chiarezza langue e i dubbi sono tanti da fugare».
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