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Ètv, presidio dei lavoratori «Da 2 mesi senza stipendio»

di Ambra Prati
Ètv, presidio dei lavoratori «Da 2 mesi senza stipendio»

La manifestazione ieri mattina davanti alle aziende della famiglia Spallanzani Dalla proprietà arriva la proposta di un incontro da fissare martedì prossimo

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REGGIO EMILIA. «Non ci pagate gli stipendi da due mesi»: il megafono, in mano a uno degli scioperanti, è risuonato ieri mattina in via Pasteur, davanti alla sede di Interacciai e Privata Leasing della proprietà Spallanzani, dove hanno effettuato un presidio i dipendenti del gruppo televisivo bolognese Ètv-Rete 7, più una rappresentanza di Canale Marche. «Chiediamo un incontro al più presto con il titolare e il pagamento immediato perlomeno di una mensilità prima di Natale, per risolvere la difficoltà contingente e come segnale di buona volontà»: questa la richiesta del corteo di giornalisti, che hanno indetto uno sciopero di 4 ore, inscenato la protesta e prodotto un telegiornale “silente” per 30 secondi con l’esposizione del cartello “Non spegnete Ètv”.

A manifestare, con striscioni e bandiere, sono stati meno di una ventina di operatori del mondo dell’informazione. «Fino a 4-5 anni fa erano 40, si sono dimezzati – spiega Giorgio Maria Leone, vicepresidente dell’Aser Emilia Romagna, il sindacato locale presente insieme alle sigle Rsu Rete7 Srl, Slc-Cgil, Fistel-Cisl, Uilcom-Uil, Sigim –. Si tratta di redazioni che, in questo lasso di tempo, si sono fatte carico della crisi del settore dei media, accettando condizioni peggiorative, con minimi tabellari modesti e pesanti decurtazioni degli stipendi. La proprietà ha fatto ampio ricorso agli ammortizzatori sociali (cassa integrazione in deroga e solidarietà); ora, avendo ferie arretrate e permessi da smaltire, diventa arduo accedere ad altri tipi di ammortizzatori e i dipendenti vantano altre spettanze pregresse (cambi di contratto, trasferimenti, buoni pasto mai percepiti)».

La questione Ètv, con la contrazione dei giornalisti e la riunificazione delle emittenti a Bologna, si protrae da lungo tempo. «Da più di un anno la proprietà ha comunicato la volontà di cedere Rete7 ma le recenti trattative di vendita non si sono di fatto concretizzate. Nel tavolo avvenuto in Regione il 15 settembre scorso, la famiglia Spallanzani ha dichiarato di essere la proprietaria e quindi il nostro interlocutore. Si prenda atto anche del fatto che il direttore della testata, nonché amministratore delegato dimissionario, Giovanni Mazzoni è stato sfiduciato all’unanimità in ottobre».

Mentre continua l’attesa di individuare un soggetto che garantisca continuità all’emittente, da due mesi i dipendenti non percepiscono lo stipendio. E, ieri alle 11, è uscito a incontrare i manifestanti Nicola Oppedisano, un responsabile controllo, annunciando che la proprietà è disponibile a un incontro da fissare nella giornata di martedì: ma la convocazione ufficiale non è ancora arrivata.

Da parte loro, i giornalisti hanno ribadito la volontà di «sedersi ad un tavolo con un interlocutore che possa assumere decisioni e ci faccia conoscere le sue intenzioni. Altrimenti questo è solo l’inizio della protesta: continueremo la lotta».

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