Legacoop contro Coopsette «Soci a secco, paghiamo i ricorsi»
Storica spaccatura: l’associazione tenta di arginare le polemiche dopo che il liquidatore Pellacini ha escluso garanzie per i risparmiatori mettendo a rischio la restituzione di oltre 10 milioni di euro
CASTELNOVO SOTTO. Le banche creditrici di Coopsette stanno aspettando centinaia di milioni di euro. In fondo al barile stanno invece grattando decine di soci prestatori della cooperativa di costruzioni in liquidazione, decisi ora a fare ricorso per ottenere il saldo dei propri risparmi congelati da mesi. Un crac immane, quello di Coopsette, con un passivo da 790 milioni di euro: 10 milioni di euro sono i risparmi dei soci prestatori. In buona parte si tratta di pensionati ed ex lavoratori, la base sociale sulla quale si è formata la ricchezza e saldata la fiducia che aveva permesso a Coopsette di essere l’emblema della prosperità della sinistra reggiana. Il problema ulteriore è sorto pochi giorni fa, quando il liquidatore della cooperativa, Giorgio Pellacini, ha escluso per i soci le garanzie riservate ad altre classi di creditori, e che permetterebbero di avere la precedenza in sede di liquidazione dei debiti. Una grana ulteriore per Legacoop, associazione che sta cercando di tamponare le polemiche dopo la sequenza terribile di crac: dalla Reggiolo a Orion, dalla Cormo fino a Coopsette. All’inizio c’erano le risorse per coprire le falle, ora non più e la Lega vuole prendere le difese dei soci offrendo infatti l’assistenza legale per l’insinuazione nel passivo. «In merito alle decisioni del commissario liquidatore di Coopsette Giorgio Pellacini di non riconoscere una classificazione privilegiata per il prestito sociale dei soci della cooperativa - scrive infatti il presidente Andrea Volta - Legacoop Emilia Ovest ha da subito appoggiato la volontà dei soci prestatori di opporsi alle decisioni del commissario liquidatore. Legacoop, d'intesa con il Comitato Prestatori, ha deciso di avviare le pratiche per l'opposizione per tutelare la posizione dei soci, accollandosene le spese. La stessa Legacoop si è immediatamente rivolta allo Studio Serra e Landini di Parma, che seguirà il ricorso. Pur di fronte a alle innumerevoli difficoltà che la situazione di Coopsette comporta, Legacoop continua ad impegnarsi a fianco dei soci prestatori, nel tentativo di tutelare l'istituto del prestito sociale, con sforzi finanziari e organizzativi non indifferenti».
Lo scorso ottobre la coop ha avviato la procedura di liquidazione coatta amministrativa, affidata al commercialista reggiano, uomo considerato di per se vicino alla cooperazione, e che ha composto lo stato passivo della lunga procedura. Un’analisi certosina che conta nell’ultimo rigo un totale di oltre 3.700 creditori ammessi: dal socio lavoratore alla grande banca, dal pensionato alla piccola partita Iva fino alla multinazionale passando per i comuni, questi ultimi costretti in alcuni casi ad alzare l’imposizione fiscale locale - come avvenuto a Campegine - per sopperire al mancato gettito dell’Imu da parte della coop.
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