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Sant’Anna, la speranza arriva dalla Lombardia

Sant’Anna, la speranza arriva dalla Lombardia

Castelnovo Monti: concesse le deroghe ai piccoli punti nascita di Como e Sondrio Il sindaco Bini: «Significa che anche noi possiamo ottenerle, la Regione le chieda»

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CASTELNOVO MONTI. Arrivano da oltre Po notizie che potrebbero avere ricadute molto positive per l’ospedale Sant’Anna e la tenuta del punto nascite, da mesi a rischio chiusura. La Regione Lombardia ha infatti richiesto e ottenuto alcune importanti deroghe per mantenere in attività i punti nascite di zone geograficamente disagiate, anche se questi non raggiungono il limite minimo fissato dalla Conferenza Stato Regioni nel 2010: ovvero 500 parti all’anno.

Il tema è il medesimo su cui l’Appennino reggiano ha visto da mesi una massiccia mobilitazione a tutti i livelli, dalle amministrazioni comunali alle associazioni di volontariato, passando dalle associazioni di categoria ed economiche, oltre alle rappresentanze politiche e sociali.

«All’inizio di novembre – afferma il sindaco di Castelnovo Enrico Bini – abbiamo visto ancora una volta, attraverso la serata estremamente partecipata al teatro Bismantova, quanto sia avvertita come priorità la salvaguardia del punto nascite dell’ospedale Sant’Anna: la serata aveva lo scopo di presentare i documenti prodotti a sostegno della richiesta, che abbiamo inoltrato alla Regione Emilia Romagna, affinché si faccia portavoce presso il Governo e richieda una deroga per il parametro sul numero minimo dei parti all’anno, fatta salva la garanzia che il reparto sia in grado di rispondere a tutti gli standard di sicurezza». «Standard che – sottolinea con fermezza il primo cittadino – a nostro parere possono essere ottenuti attraverso la turnazione delle équipe e la piena integrazione con il Santa Maria Nuova. Ora questa scelta del Governo, che ha accolto alcune richieste di deroga della Regione Lombardia, ci incoraggia nel proseguire questa strada rinnovando la richiesta espressa in modo unanime e trasversale alla Regione Emilia Romagna».

Nei giorni scorsi, infatti, l’assessore al Welfare della Regione Lombardia, Giulio Gallera, ha affermato che «sono state concesse le deroghe ai punti nascita di Sondalo (Sondrio), Chiavenna (Sondrio) e Gravedona (Como) per via del disagio orografico del territorio, e dei tempi di percorrenza superiori a un’ora per raggiungere il primo presidio utile, anche in condizioni meteo favorevoli». Si tratta di Comuni che per condizioni geografiche e anche numero di abitanti sono paragonabili a Castelnovo Monti, alcuni sono anche più piccoli. «La situazione – aggiunge Bini – è la medesima di Castelnovo. Anzi, già oggi da alcune borgate e frazioni dell’alto crinale il tempo di percorrenza è di circa un’ora per arrivare al Sant’Anna. Per questi motivi la notizia che arriva dalla Lombardia è per noi molto positiva: a questo punto siamo convinti che una richiesta di deroga per il nostro territorio abbia tutti i crismi per essere accolta, per cui ci aspettiamo che la Regione Emilia Romagna presenti tale richiesta al più presto, in linea con quanto più volte affermato dal presidente Stefano Bonaccini sull’attenzione per i territori decentrati ed in particolare montani, dimostrata anche attraverso iniziative come la conferenza regionale per la montagna tenuta qui a Castelnovo lo scorso gennaio, e sull’importanza socio economica della tenuta dei servizi su questi territori».

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