Severi: «Condividere è il punto di partenza per superare la crisi»
Il presidente ieri nella sede di “Ruote da Sogno” «Un esempio virtuoso? L’accordo dei metalmeccanici»
REGGIO EMILIA. Come sarà il 2017 per l'imprenditoria e per la comunità reggiana? Promettente se sapremo ritrovare piena condivisione sui principali progetti, se riusciremo a coglieremo le opportunità offerte dalle nuove tecnologie, se i sistemi locali saranno pronti ad affrontare la quarta rivoluzione industriale. Siamo in mezzo al guado e serve con risolutezza una strategia capace di legare innovazione e investimento nel capitale umano.
Sono alcune delle riflessioni al centro dell'intervento che il presidente di Unindustria, l'architetto Mauro Severi, ha svolto ieri, nella sede di “Ruote da sogno”, in occasione del tradizionale incontro di fine anno. Prima degli auguri una approfondita riflessione sui fatti del 2016 ed una analisi delle prospettive che si profilano nel nuovo anno. Dopo di lui, intervistato dal professor Massimiliano Panarari, è intervenuto il sottosegretario al ministero della Giustizia nel governo uscente Gennaro Migliore.
Le riflessioni del presidente di Unindustria Reggio sono partite dal Rapporto del Censis che ha descritto il nostro Paese dominato dall'inerzia e dalla divisione, atteggiamenti che alimentano quel populismo che è diventato elemento distintivo della nostra società. E' tempo che il mondo politico e il corpo sociale diano con coraggio un nuovo ruolo alle troppo mortificate istituzioni. «Tutto questo - ha precisato Severi - a ben vedere aiuta a comprendere e inquadrare i risultati della recente tornate referendaria».
A tale proposito va ricordato che Confindustria si era espressa a sostegno della riforma proposta da Governo. «Le imprese - ha aggiunto Severi - devono poter contare su un assetto istituzionale e normativo semplice e allo stesso tempo certo». E ancora: «Nessuno può dubitare che la crescita rappresenti l'unico modo per eliminare disuguaglianze e povertà». Prima di passare alla necessità di avere “mediatori” in grado di affrontare la quarta rivoluzione industriale. Ed ha indicato come esempio virtuoso l'accordo sul contratto dei metalmeccanici che ha segnato un «rinnovamento culturale che le imprese hanno condiviso con il sindacato e che fa ben sperare». Una svolta che - ha ricordato - porta un marchio reggiano avendo visto come primi attori i due nostri concittadini Fabio Storchi, presidente di Federmeccanica, e Maurizio Landini segretario nazionale Fiom.
«Una intesa - ha detto Severi - che è stata condivisa da tutti. Al contrario di quanto è avvenuto nel recente referendum nel quale pochi hanno votato per qualcosa e troppi contro qualcosa e qualcuno».
Le previsioni per i 2017? Per i comparti leader dell'industria reggiana sono in gran parte positive anche se molto diversificate con una crescita della forbice fra gli operativi attivi sul mercato interno e quelli orientati all'export. Luci ed ombre con elementi contraddittori, ad esempio, sul reddito delle famiglie che è cresciuto del 2,8% negli ultimi 12 mesi. Molti segni della crisi sono dunque alle spalle ma si è ancora in mezzo a fiume. Reggio fortunatamente - è stato sottolineato - può contare su un solido welfare di comunità, esprime sensibilità nelle politiche territoriali e ambientali e ha i presupposti per dar vita ad una concreta e competitiva “piattaforma territoriale” grazie in particolare alla stazione dell'Alta Velocità che rende la nostra provincia al tempo stesso locale, mediopadana ed europea».
E infine un accenno alla prospettiva di progetti territoriali condivisi superando le differenze, le contrapposizioni e i pregiudizi, mettendo d'accordo lavoro e capitale, scuola e industria, banche e imprese, pubblica amministrazione e aziende. «Tutti - per concludere - abbiamo molto lavoro da fare».(l.v.)
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