«AbaRe rappresenta un’oasi nel deserto»
BIBBIANO. «Le famiglie dei disabili si trovano in un deserto: AbaRe è stata un’oasi. Speriamo si possa replicare l’anno prossimo». Tra i diversi genitori che, ieri a Barco, hanno parlato della loro...
BIBBIANO. «Le famiglie dei disabili si trovano in un deserto: AbaRe è stata un’oasi. Speriamo si possa replicare l’anno prossimo». Tra i diversi genitori che, ieri a Barco, hanno parlato della loro esperienza al Centro AbaRe, c’era Enzo Cugini (in foto), un papà che ha dipinto con pochi tratti gli ostacoli dei genitori con bimbi disabili. «Mio figlio, un 14enne autistico, avrebbe diritto a due ore di assistenza dall’Ausl: un’inezia. Perciò gli faccio fare 6 ore al Tice di Rubiera pagando di tasca mia – ha spiegato Cugini – Quest’anno è riuscito a frequentare una scuola a sua misura per tre pomeriggi, gratuiti, alla settimana. Solo chi ha figli disabili conosce il peso di un tale fardello». A partire dalla scuola: «Il sostegno scolastico per disabili è uguale per tutti: mentre è risaputo che, se un Down prova gratificazione nell’essere toccato e nel socializzare, per un autistico è il contrario –prosegue Enzo – La necessità di differenti metodi sta cominciando ad affiorare, ma siamo ancora agli inizi, così ai genitori non resta che arrabattarsi e rivolgersi al privato, più avanti del pubblico, per coprire bisogni immediati; con l’angoscia di cosa accadrà quando tu genitore non ci sarai più. Vi assicuro che è arduo». Anche quando si trova un bel servizio come AbaRe, causa carenza fondi, si è spesso in bilico. «Sono contentissima, con Aba mio figlio ha imparato a comunicare – ha raccontato Sarah Ferrara – fino a quattro anni fa non diceva una parola: ora, grazie a segni e immagini, dice mamma e nonna, si fa capire se sta male». Un’altra mamma, Barbara Baroni aggiunge: «Mio figlio a settembre ha iniziato la prima media e anche le maestre hanno notato una evoluzione». (am.p.)
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