«Io, disabile, preso a pugni per la strada»
Correggio: il racconto di Gianni Bedogni 62 anni. «Picchiato anche un anno fa, mi ha fatto cadere dalla sedia a rotelle»
CORREGGIO. Prima sono volate parole grosse, poi è arrivato un pugno che ha fatto finire un disabile all’ospedale. Attimi concitati sabato sra intorno alle 19, all’altezza del Penny market,nel cortile della tabaccheria di via Repubblica. L’area all’esterno dell’esercizio commerciale è stata, infatti, teatro di una aggressione, finita con una corsa in ambulanza all’Arcispedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia.
Gianni Bedogni, disabile di 62 anni, collaboratore scolastico, invalido al 100%, era appena uscito dal centro in cui riceve assistenza per le complicate condizioni di salute in cui versa. Bedogni, infatti, è costretto all’utilizzo della sedia a rotelle. L’uomo stava passando di fronte alla tabaccheria di via Repubblica quando, improvvisamente, ha riconosciuto una persona con la quale aveva avuto un pesante diverbio l’anno scorso.
[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.14588221:Video:https://video.gelocal.it/gazzettadireggio/locale/il-racconto-di-gianni-bedogni-il-disabile-aggredito-a-correggio/67247/67601]]
«L’ho riconosciuto: era lì, in via Repubblica. Era la stessa persona che un anno fa mi aveva aggredito dopo che io e mia sorella ci eravamo resi conto di essere stati derubati, io del borsello con soldi, documenti e telefonino e mia sorella della borsetta – racconta Gianni Bedogni – Non so che cosa mi sia scattato dentro quando l’ho visto, sabato sera, in via Repubblica: ho provato l’impulso di chiedergli se fosse lui. Se fosse la stessa persona che un anno fa mi ha aggredito. E lui ha risposto di sì, confermando il mio sospetto che da quel momento è diventato una certezza. Una volta avuta la conferma ho iniziato a insultarlo. La sua reazione non si è fatta attendere molto. Era con un amico che mi ha sferrato un pugno in pieno volto. In quel momento ho perso i sensi: quando mi sono risvegliato ero per terra, sbalzato dalla sedia a rotelle, circondato da tante persone che mi guardavano». «Ho capito di essere svenuto dopo il pugno in faccia che ho preso. Da quel momento ho iniziato a ricostruire quello che mi era appena successo con le persone arrivate a soccorrermi, che ringrazio, perché sono state di vero conforto per me - spiega - Sul posto sono arrivati l’ambulanza e i carabinieri che mi hanno aiutato a rimettermi sulla sedia a rotelle, da cui ero appena prima stato sbalzato. Ho riportato contusioni un po’ in tutto il corpo: sul ginocchio, sul piede. Ho diverse escoriazioni che dovranno essere visitate e curate. Dopo il pugno non mi sono reso conto bene di cosa sia successo. So di essere stato malmenato». «Chiedo se qualcuno ha visto o registrato qualche immagine prima che arrivassero i carabinieri e le ambulanze di avvisarmi – continua Gianni Bedogni – Invito chiunque abbia notizie utili per ricostruire l’episodio a fornirmele».
E poi conclude: «Io ho riconosciuto benissimo il primo aggressore che mi aveva già assalito l'anno scorso. Se, un anno fa, ho lasciato perdere, per evitare problemi, stavolta no. Quello che è accaduto è stato troppo grave perché io lo possa ignorare. Domani (oggi per chi legge, ndr) andrò a denunciare l’episodio ai carabinieri e vorrei tanto denunciare sia l’uomo che mi ha aggredito l’anno scorso sia il suo complice, che mi ha picchiato e buttato a terra».
Bedogni dovrà sottoporsi ad alcuni controlli medici per controllare la condizione fisica, resa ulteriormente precaria dopo l’episodio di sabato.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
