«Troppe bancarelle e pochi reggiani nel cuore della città»
Delusione e speranze nei temporary store aperti per le feste Negozi a tempo “nascosti” tra i banchetti degli ambulanti
REGGIO EMILIA. C’è chi ci ha scommesso. E non lo ha fatto solo per sfizio. Ma ha cercato di portare nel cuore della città la sua passione, trasformandola in un’attività. Anche in piazza San Prospero, cuore della reggianità,sorgono alcuni “temporary store”: negozi a tempo determinato, che di solito trovano collocazione in zone particolarmente in vista delle città, restando aperti per un periodo di tempo limitato, da qualche giorno a poche settimane. E cosa c’è di meglio che aprire un “temporary store” in piazza San Prospero nel periodo di Natale? Nulla, se la piazza in questi giorni richiamasse un’atmosfera natalizia tale da attrarre reggiani da ogni dove.
«Ho aperto qui da poco tempo. E sono molto arrabbiato. Non è stato messo nemmeno un albero di Natale». Non usa mezzi termini Francesco Grisendi, che dal 24 novembre al 7 gennaio ha dato vita al Kiki: un “temporary store” proprio in piazza San Prospero, nel quale vende prodotti artigianali reggiani legati alla cultura della bicicletta, dalle borse alle magliette. «Secondo me non è giusto che una piazza bella come San Prospero sia piena di bancarelle che non danno una bella immagine di Reggio Emilia – aggiunge – io sono qui da poco e per poco, e non riesco a capire come mai i negozianti tradizionali non si mettano d’accordo per cambiare le cose». Per Grisendi, «si parla tanto di Natale in centro, ma qui di Natale se ne vede poco. E anche di reggiani se ne vedono pochi, soprattutto dopo una certa ora. Questo temporary per me è un secondo lavoro, ma penso a quanto possa essere avvilente per un lavoratore investire soldi in un’attività in un contesto che poi non viene valorizzato».
Sono ventisette in totale gli alberi collocati quest’anno in città in occasione del Natale, a testimonianza di una festa che l’amministrazione ha voluto distribuire in diverse zone della città. Ma, ad eccezione del presepe vivente in programma oggi alle 16, che partirà proprio da San Prospero, la piazza simbolo di Reggio sembra aver assunto un ruolo marginale nel calendario degli eventi cittadini.
«È vero, il mercatino non è il massimo. E mancano gli addobbi. Ma io non la vedo così male». Così commenta Federica Oleari, di professione commercialista. È stato suo marito ad avere avuto l’idea di aprire un “temporary store” sempre in piazza San Prospero: “I Love Dorothy” il nome del locale, che resterà aperto fino al giorno della vigilia, dove sono messi in vendita accessori per animali. «Personalmente – aggiunge Oleari – noi siamo soddisfatti di quanto fatto con la nostra attività. Qualche richiamo natalizio in più sarebbe stato un valore aggiunto. E anche qualche miglioramento sul mercato non sarebbe male. Ma secondo me quest’anno un po’ ovunque si sta vivendo un Natale più stanco degli anni scorsi. Anche perchè la gente ormai spende meno rispetto al passato». (e.spa.)
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