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Cerca l’ex nonostante i divieti, arrestato

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Quattro Castella: al 50enne non sono bastati gli arresti domiciliari per interrompere la persecuzione

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QUATTRO CASTELLA. Messaggi minatori alla ex, pedinamenti, poi gli arresti domiciliari che però non bastano e arrivano altre molestie telefoniche. Non si è fermata neppure di fronte ai vincoli imposti dalla Giustizia, l’ossessione di un 50enne di Quattro Castella ora finito in carcere per aver continuato a perseguitare la ex compagna nonostante le ripetute denunce e un provvedimento di arresti domiciliari.

L’uomo pare aver rispettato questo obbligo di residenza, ma ha continuato a cercare la donna con telefonate e sms a raffica. Queste chiamate e questi messaggi sono stati acquisiti dai carabinieri di Quattro Castella, e su questa base è partita una nuova segnalazione alla procura. Di tutto è stato informato anche il tribunale, dove il giudice ha accolto le richieste del pubblico ministero inasprendo il provvedimento e decidendo che il 50enne debba essere rinchiuso in carcere.

I militari castellesi hanno dato esecuzione al provvedimento, arrestando l’uomo e conducendolo alla casa circondariale cittadina. È, almeno per ora, l’ultimo capitolo di una vicenda iniziata già da qualche anno, quando la relazione fra il 50enne e la compagna – da cui è nata anche una figlia tutt’ora minorenne – si è deteriorata anche a causa del carattere dell’uomo, impulsivo e iroso. La situazione è peggiorata col passare dei mesi, e fra la fine del 2015 e l’aprile 2016, gli scatti d’ira e le minacce si sono progressivamente inasprite, anche davanti alla bambina, che risiede nel territorio di Quattro Castella. In primavera la donna, sempre più spaventata, ha deciso di interrompere definitivamente il rapporto e la rottura ha generato una reazione ossessiva: il 50enne ha iniziato a telefonare decine di volte al giorno alla ex, a inviare tantissimi messaggi fra cui diversi dai toni minacciosi sul cellulare e a pedinare spesso madre e figlia. Una sequenza di episodi che ha comprensibilmente logorato la donna, che prima ha cercato di cambiare abitudini e orari di vita per scoraggiare le sgraditissime attenzioni. In un secondo momento ha deciso di rivolgersi ai carabinieri per chiedere aiuto.

I militari hanno indagato trovando conferme concrete. Il tribunale prima ha emesso un divieto di avvicinamento dell’uomo all’ex compagna e poi, dall’estate, un provvedimento di arresti domiciliari. Ma la situazione continuava ad essere tesa, l’uomo almeno in un’occasione si era comunque presentato davanti alla casa della donna e quindi il semplice vincolo di avvicinamento non era più considerato sufficiente. Dall’agosto scorso a oggi il 50enne non ha violato l’ordine cautelare, ma ha comunque continuato a cercare la ex con ossessiva insistenza, telefonandole e scrivendole messaggi. Tutto ciò è bastato per chiedere un ulteriore inasprimento, quello concesso dal giudice con l’arresto eseguito pochi giorni fa. (adr.ar.)

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