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Mamma e due figli piccoli intossicati dal monossido

GUASTALLA. Ancora un caso di intossicazione da monossido di carbonio dopo quello avvenuto giovedì scorso in un'abitazione di via Petrarca a Luzzara dove una famiglia di origine africana, padre, madre...

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GUASTALLA. Ancora un caso di intossicazione da monossido di carbonio dopo quello avvenuto giovedì scorso in un'abitazione di via Petrarca a Luzzara dove una famiglia di origine africana, padre, madre e figlia 13enne era stata ricoverata in ospedale dopo le esalazioni da un braciere sistemato sotto il letto. Ieri sera, per una madre e i suoi figli di 1 e 6 anni un episodio analogo: sono rimasti intossicati dalle esalazioni di un braciere a carbonella. Il fatto è accaduto intorno alle 20 in via Staffola, nella frazione di Tagliata.

La mamma con i due bambini, dopo le prime cure al pronto soccorso dell'ospedale di Guastalla, sono state accompagnate, in ambulanza, a Fidenza per un trattamento nella camera iperbarica. Da qualche giorno, a causa del repentino calo della temperature, il marito della donna, di origine marocchina, ha acceso il braciere a carbone per riscaldare l'ambiente, poi l'uomo è uscito per alcune faccende. Ma il braciere, oltre a regalare un certo tepore, ha immesso in casa gas che hanno saturato la stanza e consumato tutto l'ossigeno. Quando il capofamiglia è tornato a casa ha visto che moglie e bambini accusavano nausea, mal di testa e un generale assopimento. Da qui è scattata la chiamata al 118.

Il personale sanitario della Croce Rossa di Guastalla intervenuto si è subito preso cura della madre e dei due bimbi mentre i vigili del fuoco della locale caserma, hanno provveduto a bonificare l’ambiente. Il monossido di carbonio è un gas velenoso particolarmente insidioso perché inodore e incolore: un killer silenzioso e nessuno si accorge della sua presenza, se non quando è troppo tardi. Per fortuna sia nel caso di Luzzara, verificatosi nei giorni scorsi, sia in quello accaduto ieri a Tagliata non si sono registrate gravi conseguenze.

Entrambe le famiglie, dopo le prime cure, per precauzione, sono state sottoposte a trattamento in camera iperbarica per fare tutto il possibile al fine di arginare gli effetti negativi di quanto successo. (m.p.)

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