Maria studia lingue Gesù ha sei mesi e si chiama Pietro
L’iniziativa dell’Avsi ha coinvolto oltre 200 figuranti In scena amici, nonni, nipotini per rievocare la nascita di Dio
REGGIO EMILIA. «Gli angioletti di qua, i pastorelli di là. I Re Magi stiano nascosti fino alla fine. L’arcangelo deve entrare da destra. Stella cometa, tu segui i Re Magi».
È nella cripta del duomo che il presepe vivente dell’Avsi (Associazione volontari per il servizio internazionale) prende vita. L’entusiasmo è alle stelle perché Gesù sta per nascere.
«È quello che vogliamo ricordare a tutti – spiega Stefano Coccoccioni, presidente delle Fondazione Avsi – perché ormai il Natale si festeggia per tanti motivi tranne che per questo».
È il quarto anno che l’Avsi organizza il presepe vivente nelle strade di Reggio, e ogni anno il gruppo di attori e figuranti si allarga. «È stata mia sorella a chiedermi di partecipare – racconta la 23enne Cristina Salerno – e sono stata scelta per interpretare Maria». Forse per il suo incarnato olivastro, forse per quella nuvola di capelli neri che le avvolge il viso di bambina. «È un onore per me – racconta la ragazza che studia lingue a Milano – ma sono molto emozionata. Quando ero più piccola ho partecipato a una recita con alcuni amici, ma non ho mai preso parte a un presepe vivente. Mi sono preparata leggendo il Vangelo e chiedendomi come avrei reagito se mi fosse capitato quello che è successo a Maria». Al suo fianco c’è Giuseppe, ovvero Mattia Tranquilli, un impiegato di 38 anni. «Mi hanno scelto per la barba – ride –. No, in realtà prima hanno scelto mio figlio Pietro per interpretare Gesù, poi, visto che ha appena sei mesi, hanno scelto me per stare con lui». Insieme a loro anche Dario, il fratellino di Pietro: «Io sono una pecorella».
«È importante ribadire il perché si festeggia il Natale – spiega uno dei Re Magi, Mario Ghinoi, consulente informatico e nonno di una “angioletta”–. E sottolineare che Gesù è venuto sulla terra per tutti noi. Il nostro è un esperimento fisico, portiamo in città il messaggio del Vangelo, proprio come aveva fatto San Francesco a Greccio». Tutto il resto passa in secondo piano. «Per esempio noi Re Magi non abbiamo ancora deciso chi porterà l’oro», scherza.
Ma ormai gli oltre duecento figuranti sono vestiti ed è ora di andare in scena. Ci sono gli zampognari, i pastori con bastoni bitorzoluti e galosce di pelliccia, gli angeli, le pecorelle, le contadine. C’è pure l’asinello sul cui dorso Maria raggiungerà Betlemme.
«Il viaggio di Giuseppe e Maria si ricollega alla campagna Avsi di quest’anno – spiega Coccoccioni – ovvero #RifugiatiMigranti. Ogni anno la nostra fondazione decide di devolvere le proprie risorse a un progetto, quest’anno i soldi raccolti saranno usati per sostenere i rifugiati e i migranti che hanno raggiunto l’Italia dall’Africa, formandoli in modo che possano trovare un lavoro. Promuoviamo il lavoro perché chi è costretto a scappare possa un giorno tornare a casa».
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