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«Per l'albero di Natale in piazza San Prospero non c’erano più soldi»

Evaristo Sparvieri
«Per l'albero di Natale in piazza San Prospero non c’erano più soldi»

L’assessore Maramotti sull’assenza di addobbi nel luogo simbolo di Reggio: «Non credo sia una dimenticanza grave»

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REGGIO EMILIA. «Piazza San Prospero senza albero di Natale? Non credo che sia una dimenticanza particolarmente grave. Se avessimo avuto risorse sufficienti, avremmo fatto un percorso complessivo di tutte le piazze. Ma non avevamo risorse per tutto. L’anno prossimo faremo meglio, ma io sono soddisfatta di quanto fatto per il centro, molto più attraente rispetto al passato». E poi: «Piazza San Prospero è bellissima. E io la adoro. Ma non è il simbolo della città. Storicamente, sin dal medioevo, il luogo simbolo è dove si affacciano i palazzi del potere, che rappresentano il motore della città. Qui a Reggio, quindi, piazza Prampolini, con il Monte di Pietà, il Duomo e la casa civica. Abbiamo deciso di partire da lì. Cosa si sarebbe detto se non avessimo addobbato piazza Prampolini?». Così l’assessore al Centro storico, Natalia Maramotti, interviene sullo strano Natale di piazza San Prospero, uno degli scorci più suggestivi della città, che vivrà queste festività senza il calore di un albero. Quest’anno l’amministrazione ha voluto fare le cose in grande, allestendo addobbi e alberi in quasi tutto il centro.

Ma la grande esclusa dalle feste resta proprio piazza San Prospero, abbandonata a se stessa e invasa dalle ormai onnipresenti bancarelle che, da lunedì a domenica, vendono merce a prezzi stracciati, trasformando la piazza in una sorta di suk perenne.

Maramotti, alberi di Natale in tutto il centro, tranne in piazza San Prospero. Perché?

«Quest’anno abbiamo alzato l’asticella rispetto agli anni scorsi. Abbiamo cercato di portare in tanti luoghi il simbolo del Natale, facendo uno sforzo considerevole anche grazie agli interlocutori privati. Quando programmiamo il Natale, ogni anno destiniamo un cifra complessiva, sui 45mila euro, al governo del centro storico e agli eventi legati al tavolo del commercio, nell’ambito delle attività assegnate attraverso un bando biennale ora in scadenza. È chiaro che la cifra non può bastare per tutti gli eventi dell’anno, c’è sempre necessità di fare fund raising e avere alleanze con i privati».

Quindi non c’erano soldi per San Prospero?

«Su piazza della Vittoria volevamo fare in modo che un luogo a lungo inibito per i lavori tornasse un posto di aggregazione. La pista è stata realizzata in collaborazione con Reggio Parcheggi e Iren Rinnovabili. Gli alberi di Natale, in piazza Fontanesi e in via Crispi, più tutto l’allestimento di piazza Prampolini, fanno sempre parte del blocco di governance del centro, quest’anno incrementato, dove il lavoro del Comune è stato di coordinamento con i commercianti, che a loro volta hanno contribuito. Le luminarie sono iniziative da sostenersi con un impegno di spesa dei commercianti. Piazza San Prospero non è stata presa in considerazione anche perché ha una destinazione mercatale, ha bisogno di una riqualificazione e rientra nel piano per la valorizzazione del centro, insieme a piazza Roversi. Metteremo risorse per San Prospero, ma quest’anno risorse private per fare di più non le avevamo. Bisognava scegliere. La coperta non era sufficiente per tutto».

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Però almeno un mercatino più natalizio...

«Purtroppo non riusciamo a governare la qualità delle merci vendute. Le licenze, alcune decennali e alcune in scadenza, possono essere cedute autonomamente da chi le possiede. Ma quando si darà il via alla riqualificazione, il mercato dovrà per forza trasferirsi, magari in piazza Vittoria. Quindi potrà succedere che ci sarà un lavoro con le associazioni per immaginare nuove strade da percorrere».

Un esempio?

«Un’idea, la butto lì, è specializzare il mercato nella piazza, magari rendendolo alimentare. Sono d’accordo sul fatto che la piazza debba essere oggetto di attenzione. E, per quanto possibile anche in conseguenza delle liberalizzazioni, che si debbano riqualificare anche i mercati. Quanto al Natale, anche a me sarebbe piaciuto fare di più, illuminando anche piazza Gioberti, piazza Roversi e l’intero sistema delle piazze reggiane. Nulla esclude che un allestimento analogo a quello di piazza Prampolini si possa fare l’anno prossimo anche in altre piazze. Ma non avevamo risorse per tutto. La forza della coordinazione estetica dei luoghi è legata anche alla volontà dei commercianti di sostenere economicamente le spese. Il Comune farà la sua parte».

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