Tornano i portici alla biblioteca Panizzi
Al via i lavori di restauro della settecentesca Loggia Ferraroni, l’investimento complessivo è di 470mila euro
REGGIO EMILIA. La biblioteca Panizzi cambia decisamente volto. Si restaura l'antica Loggia Ferraroni (ala sud del piano terra del palazzo) e al suo interno sarà ospitata la nuova Emeroteca. Si riqualifica l'ingresso da via Farini. Si rimuovono barriere architettoniche per una maggiore fruibilità del piano terra e del primo piano. Si riorganizzano le funzioni dell'attuale Sala Riviste al primo piano che diventa Sala Polivalente. Si integrano gli impianti tecnologici e si fa il restyling dei servizi igienici, creandone alcuni a misura di bambino.
È il progetto definitivo, assai articolato – realizzato dall'architetto Francesca Rovani del servizio Ingegneria del Comune, insieme con gli ingegneri Ermes Torreggiani e Matteo Tanzi, e approvato dalla giunta in questi giorni - di restauro e risanamento conservativo nel settecentesco Palazzo San Giorgio, antico collegio dei Gesuiti, attuale sede della biblioteca Panizzi.
L'investimento è di circa 470.000 euro, finanziato con la variazione di bilancio di fine anno.
«Spazi e servizi ridisegnati e riorganizzati, in luoghi che tornano ad aspetto e fascino originari – dice il sindaco Luca Vecchi - per il principale luogo di studio, ricerca e lettura, ma anche di incontro e relazione, della città: uno dei maggiori punti di riferimento culturali e sociali di Reggio Emilia e del suo territorio, per ogni fascia di età. È un altro significativo investimento per la cultura e i beni culturali, campo in cui l'amministrazione comunale è fortemente impegnata».
«L'intervento di riqualificazione alla biblioteca Panizzi – spiega il direttore Giordano Gasparini - nasce dalla necessità di adeguare alcuni spazi alle nuove esigenze di una domanda e di conseguenza di un sistema-servizio bibliotecario molto mutati negli ultimi anni. Avremo una biblioteca più aperta, fruibile e, nella Loggia, un edificio restituito alla sua suggestiva configurazione originaria».
Nello specifico, il progetto prevede interventi che interessano soprattutto il piano terra di Palazzo San Giorgio e sono tesi alla “riconfigurazione di tutto il sistema di accoglienza e apertura della biblioteca verso la città” mediante il restauro e la connotazione dell'ingresso da via Farini, quale soglia della città del sapere; la valorizzazione della galleria orientale, quale spina dorsale del sistema distributivo; il restauro della Loggia Ferraroni (dal nome dell'architetto, Giovanni Maria Ferraroni, che la progettò nel Settecento, lo stesso a cui è attribuito il progetto della Reggia di Rivalta per i duchi d'Este), con l'apertura degli affacci originari sul cortile principale del palazzo, con il quale torna a “dialogare”, grazie alla demolizione delle tamponature murarie incongrue, costruite nel Novecento; la ridefinizione integrale dei due volumi che ospitano i servizi igienici, resi interamente accessibili e fruibili anche da portatori di disabilità e attrezzati per le esigenze di genitori con lattanti e bambini 3-6 anni.
Il progetto prevede inoltre alcuni interventi al primo piano: l'attuale Sala Riviste (si tratta dell’antica Sala della Congregazione degli artisti) sarà destinata a Sala Polivalente; i servizi igienici accanto alla sala saranno a loro volta riprogettati, resi accessibili e fruibili anche da portatori di disabilità; l'ala settentrionale di questo piano sarà riconsegnata ai fruitori nella sua interezza, mediante l'eliminazione di due pareti vetrate che in questo momento negano la fluidità dei percorsi.
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