Boom di frodi creditizie Pole position per Reggio
La nostra provincia ha fatto registrare nel primo semestre dell’anno 685 casi I malviventi sottraggono alle vittime i dati identificativi per fare acquisti
REGGIO EMILIA. La nostra provincia si vede attribuire dal Crif (Centrale rischi finanziari, la principale banca dati che attesta l'affidabilità di chi chiede un prestito) un altro primato di cui c'è poco di che vantarsi, quello delle frodi creditizie. Nel primo semestre di quest'anno ne ha subite 106 come quelle registrate nella città metropolitana bolognese. E' il numero più alto in Emilia-Romagna, tenendo conto che la popolazione felsinea è il doppio di quella reggiana. La nostra regione, pur essendo superata in questa triste classifica da Campania, Sicilia, Lombardia e Lazio, è quella che ha fatto registrare il più rilevante incremento rispetto allo stesso periodo del 2015 (60,1%), con un totale di 685 casi. Reggio, con il suo più 60,3%, è perfettamente in linea, mentre a Bologna si verifica soltanto un più 29,6%. Parma ha patito un numero di frodi (97) inferiore, ma con una crescita record del 152,3%. Al terzo posto si colloca Modena con 90 casi (più 21,7%), Seguono Rimini (83 frodi), Piacenza (63), Forlì-Cesena (56), Ravenna (50) e Ferrara (34).
Le frodi creditizie sono i raggiri compiuti da malviventi che usano i dati identificativi cartacei o informatici sottratti alle vittime per procurarsi a loro spese beni di vario genere. Perlopiù il malcapitato se n'accorge soltanto dopo mesi, quando si vede recapitare il primo sollecito per il pagamento di un acquisto fatto con il suo nome da una persona ignota. Nel 37,7% dei casi si tratta di elettrodomestici, nel 14,6% di automobili o motocicli, nel 9% di finanziamenti per ristrutturazione di immobili, nell'8,8% di pezzi d'arredamento, nel 5,8% di articoli di elettronica e informatica, nel 5,3% di viaggi o spettacoli, nel 4% di capi d'abbigliamento o oggetti di lusso. Tuttavia, se si considera l'entità delle somme carpite in maniera fraudolenta, al primo posto troviamo i viaggi. Vengono poi le ristrutturazioni di immobili e i trattamenti estetici o medici. Gli importi sono, in genere, consistenti. Nel 26,5% dei casi sono compresi fra millecinquecento e tremila euro, con un incremento quasi doppio rispetto al primo semestre dell'anno scorso, mentre sono calati sensibilmente quelli inferiori a millecinquecento euro. Il 70% della frodi viene scoperta entro un anno, ma il 16% emerge addirittura dopo quattro o cinque anni. La maggior parte dei casi (68,9%) riguarda prestiti finalizzati. Seguono la sottrazione della carta di credito (16,7%) e il prestito personale (11%). Per mettere a segno i loro colpi i malintenzionati si servono spesso di documenti cartacei, soprattutto di carte d'identità (80,7%). Le frodi online, però, aumentano con la crescente propensione a servirsi del web per gli acquisti. Il furto delle credenziali di posta elettronica o di social network è un altro obiettivo specifico dei cybercriminali.
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