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IL BILANCIO

Emilia Wine 700 soci e 365mila quintali di uva

di Claudio Corradi
Emilia Wine 700 soci e 365mila quintali di uva

REGGIO EMILIA. A tre anni esatti dalla storica fusione fra tre importanti cantine sociali della nostra provincia, quelle che hanno dato vita ad Emilia Wine, è tempo di bilanci. Un doppio bilancio...

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REGGIO EMILIA. A tre anni esatti dalla storica fusione fra tre importanti cantine sociali della nostra provincia, quelle che hanno dato vita ad Emilia Wine, è tempo di bilanci. Un doppio bilancio visto che sabato mattina è stato sottoposto all’assemblea dei soci sia il bilancio ufficiale, quello contabile dell’esercizio 2015-2016 chiuso al 31 luglio 2016, che il resoconto del primo triennio di gestione del gruppo.

In occasione dell’assemblea i soci sono stati chiamati al rinnovo del consiglio di amministrazione che per la prima volta nella storia del gruppo è stato eletto da tutta la base sociale indipendentemente dallo stabilimento di provenienza visto che quello attualmente in carica, in attuazione degli accordi di fusione, è la somma di tre gruppi di eletti confluiti in una unica cooperativa.

Emilia Wine vanta oltre 700 soci ed una produzione di 365.000 quintali di uva conferiti che da sola rappresenta il 22,5% di quella di tutta la provincia. Emilia Wine è nata alla fine del 2013 dalla fusione fra la cantina di Prato di Correggio, la Nuova di Correggio e quella di Arceto. Da allora, oltre al nuovo disegno organizzativo dell’azienda e dei singoli stabilimenti, fra le altre cose il gruppo ha acquisito la “Casali Viticultori”, ha realizzato un importante impianto di frizzantatura ad Arceto, una stazione di termovinificazione a Correggio e dato corso ad importati ammodernamenti tecnologici allo stabilimento di Prato. Emilia Wine, per importanza, è la seconda cantina cooperativa della provincia e la terza i regione. Relativamente al bilancio di esercizio, riferito alle uve provenienti dalla vendemmia 2015, il valore medio di retribuzione delle uve, da analizzare quindi in funzione dell’assortimento varietale, è stato di 32,14 euro a quintale con media dell’Ancellotta superiore ai 36 euro e Lambruschi al di sotto dei 30 confermando la situazione critica di questo importante prodotto non tanto nei consumi o nell’apprezzamento del consumatore quanto piuttosto nelle strategie commerciali di chi l’uva la produce, e quella deve valorizzare, rispetto alle scelte commerciali, iù che legittime, degli imprenditori puri.

Nel corso dell’assemblea si è svolta anche l’elezione degli amministratori che hanno votato direttamente i candidati di tutte le sedi e peraltro riducendo il numero dei rappresentanti dei soci dai 21 in carica a 15. Il passaggio nelle cabine elettorali ha confermato alla guida del gruppo, assieme a Davide Frascari presidente al primo mandato, Marco Bernabei, Pietro Mattioli, Mazzacani Giorgio, Paolo Culzoni, Paolo Giovannetti, Davide Goccini, Damiano Morini e Francesco Gherpelli. Nuovi eletti sono stati Davide Cocchi, Sara Sciotti, Guido Bertoni, Luca Govi, Claudio Remondini e Giuseppe Rivi.

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