«Il maestro mi maltrattava in classe»
Scandiano: nell’udienza a porte chiuse l’allievo accusa di vessazioni l’ex insegnante elementare
SCANDIANO. Ha parlato a lungo, per circa un’ora, di quell’insegnante e ha sostenuto che lo maltrattava. Si è svolta in udienza protetta a porte chiuse, per tutelare il minore, l’audizione del ragazzino, oggi dodicenne, che accusa l’ex maestro delle elementari di eccessiva severità.
Accuse che il pm Stefania Pigozzi ha “tradotto” nel reato di abuso dei mezzi di disciplina e correzione; e per tale imputazione si procede nel processo odierno, iniziato il primo giugno scorso. Sul banco degli imputati un maestro 61enne che, nel periodo tra il maggio 2014 e il 24 aprile 2015, avrebbe passato il segno nel rigore correttivo nei confronti di un alunno, all’epoca di dieci anni. Secondo il sostituto procuratore, l’insegnante in classe avrebbe alzato le mani (schiaffi nella nuca, i cosiddetti “coppini”) non solo sull’alunno che lo accusa, ma anche verso altri scolari.
Nel caso specifico si tratta di una serie di episodi, il più eclatante dei quali risale all’aprile 2015: dopo uno schiaffo sulla nuca, il docente avrebbe tirato per i capelli e trascinato in bagno lo scolaro, costringendolo a rimanere lì fino alla fine dell’orario della mensa e gli avrebbe fatto scrivere cento volte su un foglio «A mensa non devo fare il maialino».
Una settimana dopo quell’episodio, il ragazzino, che fino a quel momento non aveva riferito nulla in famiglia, si era aperto con i genitori: confidenze finite in una lettera consegnata al dirigente scolastico e poi in una denuncia presentata ai carabinieri, che aveva fatto scattare l’indagine.
E ieri, nell’udienza davanti al giudice Luca Ramponi, la vittima ha confermato quanto già dichiarato ai carabinieri nel giugno 2015, due mesi dopo il fatto più grave: il ragazzino ha ripercorso i diversi episodi di presunte vessazioni, tra i quali quello saliente, ha confermato le accuse, raccontando del timore che gli incuteva quel maestro e risposto alle domande poste dal giudice e dalle parti.
Il giudice ha rinviato l’udienza al 20 marzo 2017, quando verranno ascoltati i testimoni del pm (vale a dire altri insegnanti della medesima scuola elementare), la parte civile (la madre del ragazzino) e i testimoni di parte civile (il padre), mentre solo in udienze successive spetterà all’insegnante 61enne - che nega con forza ogni addebito - fornire la sua versione. Il difensore dell'imputato, avvocato Domenico Noris Bucchi, commenta: «Il mio assistito non ha puntato su riti alternativi, vuole difendersi nel processo perché intende dimostrare che non ha responsabilità. Non ha mai avuto censure in tanti anni di onorata carriera. Contestiamo fermamente gli addebiti e nel corso del processo ne dimostreremo l’infondatezza».
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