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“Casa nostra” riaprirà per la vigilia di Natale

di Luca Tondelli
“Casa nostra” riaprirà per la vigilia di Natale

Castelnovo Monti, la struttura ospiterà donne e bambini in situazioni disagiate Nacque da un’idea di don Artemio Zanni, che raccolse fino a 40 bimbi alla volta

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CASTELNOVO MONTI. È ormai pronta e in primavera, tra marzo e aprile, ritornerà ad accogliere donne e bambini che abbiano bisogno di aiuto. Ma intanto Casa Nostra, la struttura nata nel dopoguerra per volere di don Artemio Zanni, poi chiusa per tanti anni, vivrà la vigilia di Natale una giornata di presentazione alla comunità dello stato dei lavori, ormai prossimi alla conclusione, realizzati grazie agli sforzi della fondazione Don Zanni e al sostegno di tanti cittadini che hanno voluto concretizzare quello che solo pochi anni fa sembrava un sogno irraggiungibile.

Il programma della giornata “Porte aperte a Casa Nostra” prevede sabato, 24 dicembre, dalle 14 alle 23 la possibilità di visitare la Casa verde, una delle strutture realizzate da don Zanni e la prima oggetto di ristrutturazione, e di incontrare gruppi e associazioni che hanno partecipato al progetto.

Nel pomeriggio la parrocchia di Felina terrà nella sede di Casa nostra un incontro per lo scambio di auguri, rivolto in particolare alle persone anziane e sole.

In serata poi si rinnoverà una tradizione attesa e consolidata a Felina: la serata con i Babbi Natale, che in questa occasione arriveranno alla Casa Verde sulla slitta. La serata sarà allietata dalla banda musicale di Felina.

Per seguire le fasi di presentazione della struttura sarà anche attivata una diretta video sulla pagina facebook della fondazione Don Zanni.

«La Casa verde è ormai pronta al 90% – afferma Paolo Mareggini della Fondazione Don Zanni –. Nei giorni scorsi sono stati ultimati gli impianti elettrici e i pavimenti. Mancano ancora alcune finiture, ma in primavera contiamo di poter riaprire la struttura».

Un tempo Casa nostra nacque per ospitare orfani di guerra e madri rimaste sole dopo il conflitto.

Ora riaprirà con una funzione non molto distante da allora, ancora attualissima: ospiterà donne con bambini provenienti da situazioni di disagio conclamato, come genitorialità compromesse, fenomeno della tratta, inadeguatezza del nucleo familiare, marginalità sociale, violenza domestica, fragilità psicologiche. Una volta aperta sarà gestita da una’organizzazione specializzata. Un risultato straordinario, ottenuto con decine di iniziative organizzate negli ultimi anni a sostegno di questo che sembrava un sogno, dalle cene alle serate di ballo per i giovani “Remember Edelweiss” sempre di grande successo.

Un risultato in cui chi lo conobbe vede anche una mano da parte di don Zanni, la cui storia è quella di un parroco straordinario che ha sempre avuto una fede ferrea nella divina provvidenza.

Ordinato sacerdote nel 1941, dopo un anno di esperienza pastorale a Corneto di Toano, fu chiamato alle armi come Tenente Cappellano. Dopo l’8 settembre 1943, decise di seguire volontariamente i propri commilitoni arrestati dai tedeschi e fu internato in Germania, nei campi di Lukenvalde, di Berlino, di Eisenack. Allestì una cappella dedicata alla Madonna di Fatima e fondò un ospedale per prigionieri russi e italiani ammalati di tubercolosi. A chi moriva prometteva che avrebbe lui stesso provveduto ad accudire i figli lontani.

Nacque così l’idea di Casa nostra: rimpatriato nell’estate del 1945 fu inviato a Felina, dove dette vita a questa struttura che fin verso il 1975 raccolse ogni anno anche 40 bimbi alla volta. Non li ospitò semplicemente, ma provvide a fornire istruzione ed insegnare mestieri, attraverso appositi laboratori realizzati direttamente. Don Zanni si è spento il 23 gennaio 1990, tra poco sarà dunque l’anniversario della sua scomparsa: ai suoi funerali parteciparono più di 3000 persone.

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