Si cerca l’accordo anche con la San Felice
Dopo la trattativa con il Banco popolare, il Comune punta a ottenere una riduzione del debito pure con la seconda banca
CORREGGIO. Ha calamitato l’attenzione del consiglio comunale la novità sul caso En.Cor, l’ex municipalizzata del Comune di Correggio produttrice di energie rinnovabilli che sta tenendo la città con il fiato sospeso. Nel corso dell'ultima seduta dell'anno, il sindaco Ilenia Malavasi ha fatto il punto sulle vertenze legate a En.Cor, informando i consiglieri degli ultimi sviluppi. Il primo cittadino ha ricordato che la delibera approvata nell’ottobre scorso, a seguito delle osservazioni fatte dalla Corte dei Conti, è stata inviata allo stesso ente e ora si attende il responso.
La novità più grande è emersa riguardo alla vertenza contro la Banca San Felice: il Tribunale di Reggio Emilia, la scorsa estate, ha emesso una sentenza avversa al Comune. Il Tribunale, infatti, ha considerato le lettere di patronage una vera e propria forma di garanzia da parte dell’amministrazione per quanto riguarda En.Cor. Di conseguenza, il Comune, secondo la sentenza di primo grado, deve pagare alla Banca San Felice 10 milioni e 916mila euro. Ma come per il Banco Popolare, anche con la San Felice si è definito uno schema di accordo spalmato nel triennio che va dal 2016 fino al 2018. Questo accordo trova copertura sempre nel triennio 2016-2018, ma bisogna attendere il via libera da parte della Corte dei Conti. L'accordo infatti non diverrà efficace prima dell'eventuale parere favorevole della Corte dei Conti, alla quale è stato sottoposto. Nel dettaglio, lo schema di accordo, che deve ancora essere sottoscritto, prevede la somma di 8 milioni e 950mila euro – a fronte dei quasi 11 milioni cui il Comune è stato chiamato a rispondere – dei quali 3 milioni inseriti a bilancio sulla parte corrente e i restanti su quella capitale. Contestualmente, la banca cede al comune di Correggio l'intero credito chirografario iscritto al passivo del fallimento, pari a 11.520.000 euro.
Nella variazione di bilancio approvata il 30 novembre scorso, sono state previste anche le risorse per chiudere definitivamente il contenzioso con il Banco Popolare, con il pagamento di una somma complessiva di 2 milioni e mezzo di euro, tra il 2016 e il 2018, a saldo e stralcio della sentenza e la cessione dell'intero credito vantato dalla banca nella procedura fallimentare, pari a complessivi 4.543.000 euro, di cui 3.411.000 euro di natura privilegiata. Tale accordo, approvato dal consiglio comunale scorso, è stato nel frattempo sottoscritto, compresa l'atto di cessione del credito avvenuto ieri con atto notarile.
Rispetto ai due appelli, infine, quello con il Banco Popolare, in virtù dell'accordo raggiunto, è stato abbandonato, mentre l'udienza per quello con la Banca San Felice è stata rifissata per il prossimo 30 maggio 2017.
L’appello contro la sentenza riguardante il Banco popolare è stato infatti superato dall’accordo e si attende il parere della Corte dei Conti per valutare se è possibile seguire il procedimento analogo per la banca San Felice.
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