Welfare, sì alle clausole sociali negli appalti
Firmato ieri in Comune il nuovo protocollo d’intesa per l’inserimento lavorativo degli svantaggiati
REGGIO EMILIA. Occuparsi delle persone svantaggiate offrendo loro opportunità di occupazione rappresenta un valore sociale che va premiato. D’ora in poi questa sarà una valutazione di merito aggiuntiva, una dote selettiva per chi prenderà parte alle gare di appalto pubblico lanciate dal Comune. È quanto sancisce il Protocollo presentato ieri dai rappresentanti dell’amministrazione comunale insieme ad esponenti di associazioni d’impresa e organizzazioni sindacali. Il rinnovo e l’integrazione del documento sono stati sottoscritti dal Comune capoluogo insieme a Legacoop Emilia Ovest, Confcooperative, Cna, Lapam Confartigianato, Cgil, Cisl e Uil reggiani. Palese la soddisfazione di tutti per un impegno che può essere citato ad esempio non solo nel territorio provinciale, ma in tutta la penisola italiana.
«È un protocollo unico nel suo genere – premette il vicesindaco Matteo Sassi – che ha raccolto le indicazioni elaborate dal tavolo sul Lavoro del progetto “Reggio Emilia città senza barriere”. Di fatto è un’azione che tende a porre rimedio ad una delle conseguenze più dure della crisi: la difficoltà di impiego delle persone più fragili, svantaggiate, a rischio marginalità ed esclusione; quelle che la crisi economica ha colpito più duramente rischiando di trasformarsi anche in crisi sociale, acuendo le diseguaglianze e le sofferenze con conseguenti gravi ricadute sociali». Un accordo similare era già in vigore con le cooperative sociali; ora viene esteso su larga scala. «Le aziende che adottano questi principi di carattere etico – aggiunge Annalisa Rabitti, presidente Fcr – investono sul futuro garantendo lavoro anche alle persone più fragili. Sono quindi uno stimolo e un suggerimento per tutti. Il lavoro può essere luogo di realizzazione non solo economica ma anche personale, di costruzione di una identità, di integrazione sociale».
«Era un impegno che il Comune aveva preso con noi - spiega Matteo Iori, vice presidente di Confcooperative – che ora diventa realtà. Più che puntare sulla regola dei ribassi si terrà conto dell’importanza della continuità lavorativa dei soggetti più fragili. Politici e tecnici hanno operato congiuntamente ed il risultato, davvero lodevole, può essere suggerito agli altri Comuni come ottima prassi da seguire». Soddisfazione è stata espressa anche da Maurizio Molinelli vice presidente Legacoop Emilia Ovest perché «Il Protocollo dimostra l’attenzione dell’ente pubblico locale verso la cooperazione e la socialità. Sarà uno strumento esemplare».
«Anche i meno fortunati hanno diritti che vanno rispettati e aiutati – l’annotazione di Alessandro Sterpini per conto della Cna – e abbiamo quindi creduto e condiviso questo progetto che merita di essere esportato». Per finire con Andrea Sirianni, rappresentante Cisl, che ha definito l’accordo espressione diretta dell’orientamento della nostra comunità verso la qualità del lavoro, la lotta alla precarietà, l’impegno per l’inclusione sociale di una zona grigia, un’area a rischio emarginazione.
«È un atto di sinistra - conclude il sindaco Luca Vecchi – coerente con il riformismo emiliano che parte da valori condivisi, non calati dall’alto, e attesta sensibilità verso la comunità. Reggio compie un’azione morale, dimostra di avere un’“anima” fatta di responsabilità sociale».
Il Protocollo firmato ieri prevede il principio di “imponibile di manodopera” nell’esecuzione di appalti e l’inclusione nei bandi di gara di affidamento dei servizi della clausola sociale di salvaguardia di riassorbimento di manodopera per la tutela di lavoratori e lavoratrici. Oltre al principio di “inserimento di soggetti svantaggiati” residenti nel territorio con punteggi premianti in sede di valutazione tecnica aggiudicata con il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa.
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