Gazzetta di Reggio

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Le auto storiche portano un fatturato di 5 milioni l’anno

di Luigi Vinceti
Le auto storiche portano un fatturato di 5 milioni l’anno

La Canossa Events promuove gare e raduni in tutto il mondo In cinque anni di attività ha saputo conquistare il mercato

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REGGIO EMILIA. Le chiamano start up e sono le nuove attività imprenditoriali che nascono grazie a una idea, un’iniziativa maturata nel percorso della formazione, nell’apprendimento di un mestiere. Poi ci sono le eccezioni. Come la Canossa Events, nata cinque anni fa nella nostra città e che in 60 mesi ha conquistato il mondo. Eccezione, perché chi l’ha pensata non è un debuttante ma aveva già sperimentato un’attività insolita, in cui ora si è specializzato: organizzare competizioni automobilistiche per vetture d’epoca.

Artefice di questo progetto è Luigi Orlandini, esperto informatico, che ha vissuto qualche tempo a contatto sia con l’organizzazione degli industriali che con l’Automobile club cittadino. Si è occupato della verifica della regolarità dei concorrenti che partecipavano alle sfide lungo le strade della nostra montagna, transitando anche dalle terre matildiche o dalla bassa reggiana e a un certo punto, insieme alla moglie Francesca Azzali, ha deciso di occuparsi in modo professionistico proprio di questi aspetti. Nel 2011 ha quindi tenuto a battesimo, nel cuore della motor valley, la sua Canossa Events che oggi è addirittura leader a livello internazionale.

Una conferma? Oggi l’azienda dà lavoro a una schiera di persone e conta su un fatturato che supera i 5 milioni di euro, di cui oltre il 70% derivante dall’estero.

«Ogni anno – racconta Orlandini – portiamo in Italia centinaia di turisti stranieri, tutti appassionati di motori e amanti del nostro Paese, e tutti con un elevato potere di spesa. In questo modo promuoviamo il nostro territorio nel mondo e collaboriamo a sviluppare quel turismo di lusso, ricco e sostenibile, oggi ricercato con ogni mezzo anche dalle più blasonate mete turistiche del mondo».

Da una costola della Scuderia Tricolore, dalle competenze acquisite nei Rally dell’Appennino, ora sviluppa manifestazioni di regolarità in vari continenti. Non ultime due spedizioni a Sochi e Kyoto.

«Sono concorrenti che non badano a spese – racconta Orlandini – vogliono solo il meglio». E così, ad esempio, per trasferire un’auto dal Giappone agli Stati Uniti, c’è chi se ne frega di dover sborsare anche 60 mila euro. Ma è solo un esempio che abbiamo colto parlando con lui, che preferisce soffermarsi su appuntamenti nati e radicati qui da noi. Come il Gran Premio Terre di Canossa che ha chiuso quest’anno la sesta edizione ed è una delle manifestazioni di regolarità più importanti d’Italia. La gara si snoda fra Reggio e la Toscana e per qualità si confronta con la Mille Miglia. Poi c’è la Modena Cento Ore, che transita in buona parte della regione per sbarcare anche in Toscana alternando test in pista a prove su strada stile rally. È diventato l’unico evento italiano ad aver ricevuto per due anni di fila la nomination come “Rally of the Year” agli International Historic Motoring Awards (gli Oscar del moto sport) che si assegnano a Londra. E così, mentre mancano sei mesi alla prossima edizione è già iniziata la selezione. «Partiremo da Rimini il 6 giugno – annota Orlandini – e siamo già impegnati nella delicata e difficile selezione dei concorrenti. Dovremo rifiutare tanti gentleman driver e campioni che dovranno aspettare l’edizione 2018 ma qualità e quantità non vanno mai insieme».

Cinque anni fa Canossa Events era solo un’idea. Un mese fa ha inaugurato la nuova sede in via Tenni, a Baragalla.

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