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Costa sponsorizza il modello Reggio al cospetto di Renzi

REGGIO EMILIA. «Renzi ha sentito l’esigenza di ascoltare i territori per un bilancio dell’attività politica. Ho colto l’occasione per raccontare cos’è il modello Reggio: una gestione della comunità...

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REGGIO EMILIA. «Renzi ha sentito l’esigenza di ascoltare i territori per un bilancio dell’attività politica. Ho colto l’occasione per raccontare cos’è il modello Reggio: una gestione della comunità politica che produce risultati positivi e che non è merito mio, ma di un intera comunità capace di ascoltare, e mettere insieme relazioni e creare dinamiche veramente rappresentative. Serve una vera manuntenzione del partito». Lo afferma il segretario provinciale Pd, Andrea Costa, di ritorno dal suo viaggio a Roma, dove l’ex premier e segretario nazionale, Matteo Renzi, ha chiamato a raccolta i segretari provinciali per fare un punto della situazione politica. All’incontro, in rappresentanza della segretaria nazionale, erano presenti anche Debora Serracchiani, Lorenzo Guerini e Matteo Orfini.

«Durante la riunione, Renzi ci ha detto che questo dialogo dovrà continuare. C’è molto lavoro da fare. E per questo incontrerà il 27 e 28 gennaio a Rimini anche tutti i sindaci del Pd. Quanto al congresso, sostengo anch’io l’idea di non farlo troppo velocemente, soprattutto se la scadenza elettorale dovesse essere a giugno, perchè si corre il rischio che il dibattito non abbia l’approfondimento che merita e si rischierebbe di perdere un’occasione».

Ma esiste davvero un modello Reggio? E, soprattutto, è in contrapposizione con il modello fiorentino? «Io penso di essere coerente con me stesso, il fatto che Renzi ci abbia voluto ascoltare significa che percepisce che ci sono buone pratiche. Ho ripetuto anche a Renzi quanto detto proprio allaGazzetta qualche giorno fa: non dobbiamo preoccuparci di convertire le persone, ma convincerle, anche perchè quando il piano va sulle idee il Pd segna la distanza con tutti gli altri movimenti o partiti.Ci sono tanti Pd diversi in giro per l’Italia, che sono più o meno organizzati. Credo che si debba fare raccolta delle cose buone, anche perché siamo in una fase dove serve più partito». (e.spa.)

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