Discarica di Poiatica, cittadini allarmati per possibili pericoli
Carpineti, si temono gravi conseguenze a lungo termine e che la multa a Iren determini l’aumento delle tariffe
CARPINETI. Sentimenti contrastanti, fra timori di "rappresaglie" e preoccupazioni sulle conseguenze a lungo termine.
Sono gli stati d’animo che si vivono nella vallata del Secchia, vicina alla sempre contestata discarica di Poiatica, sia nel versante carpinetano in cui si trova l'impianto sia sul dirimpettaio toanese, altrettanto coinvolto come impatto ambientale, dopo le ultime novità.
Poche settimane fa il tribunale di Reggio ha deciso un'ammenda superiore ai 10mila euro per Roberto Paterlini, amministratore delegato di Iren Ambiente e nel 2014 responsabile per Iren della gestione degli impianti di smaltimento, inclusa Poiatica.
La sanzione economica riguarda una vicenda del 23 novembre 2014, quando la discarica è già chiusa e non riceve nuovi inerti da mesi: una segnalazione su forti odori porta a un'ispezione nella discarica e alla scoperta di parecchi metri quadrati di rifiuti stesi a terra, senza la classica copertura. Iren sta valutando se presentare ricorso, sostenendo di aver seguito le corrette procedure, ma il lato giudiziario non è certo l'unico in ballo.
Chi vive nella vallata del Secchia è diviso fra tante sensazioni contrastanti, a volte, fra loro.
«Un po' di preoccupazione c'è, è vero, perché con la chiusura si pensava che gli odori finissero, le emergenze pure. Adesso è tanto che non si sentono odori, però questa storia risale a un periodo in cui Poiatica già non doveva funzionare. Speriamo sia stato solo un caso isolato, quando dovevano prenderci la mano», riflette un abitante carpinetano.
«Ho letto sul giornale che i comitati si dichiarano preoccupati, dicono che nessuno saprà mai i veri danni causati da vent'anni di discarica. Spero si sbaglino, perché qui vive la mia famiglia. E secondo me sono esagerati, non penso che tutto sarebbe passato sotto silenzio se ci fossero stati “casini” seri», riflette un agricoltore.
«E aggiungo che non sono nemmeno così contento di tutto questo rumore. La nostra è una zona di agricoltura, si fa il formaggio, c'è cibo buono. Però sui giornali ci finiamo sempre e solo per Poiatica. Capisco tutto quanto, ma non è una gran pubblicità per chi lavora qui».
Un residente nella zona di Toano si pone poi anche un dubbio terra terra.
«Non è che poi i soldi che deve pagare in multe Iren ce li fa tirare fuori a noi, aumentando le tariffe – ha commentato un altro residente –? Io quella storia di due anni fa non la conosco bene, se hanno sbagliato è giusto che paghino, vedremo se finisce lì». (adr.ar.)
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