«Dopo papà e mio marito anche io sono ammalata»
CORREGGIO. «Mio padre e mio marito lavoravano alla Cemental e sono morti di tumore. Nel marzo di quest’anno mi è stato diagnosticato un mesotelioma». È una testimonianza emblematica, quella esposta...
CORREGGIO. «Mio padre e mio marito lavoravano alla Cemental e sono morti di tumore. Nel marzo di quest’anno mi è stato diagnosticato un mesotelioma». È una testimonianza emblematica, quella esposta ieri in tribunale da Luciana Tommasini; quella di chi, pur non avendo mai lavorato alla Cemental, è stata ugualmente esposta all’amianto attraverso i famigliari e ora si trova a fare i conti con gravi conseguenze. «Mio padre era moro, quando ritornava a casa dal lavoro aveva i capelli bianchi – racconta Luciana –. Lui impastava l’amianto al mulino: non ho mai visto guanti fra gli accessori che utilizzava sul lavoro. Mio marito, invece, era addetto al reparto in cui si fabbricavano i tubi. Nel marzo del 2016 mi è stato diagnosticato un mesotelioma e ho dovuto sottopormi a sei sedute di chemioterapia. Io non ho mai lavorato in una ditta che si occupasse di amianto: lavoravo alla Certex che si occupava di abbigliamento... Noi abitavamo in via Boiardo, vicino alla Cemental, e ricordo che c’era polvere pure sui davanzali delle finestre».
Anche Maria Luisa Barrasso si trova a fare i conti con un’esperienza molto dolorosa. Suo padre Prisco è morto nel 2001 per un mesotelioma pleurico. Ha lavorato alla Cemental per oltre 20 anni, e anche la zia di Maria Luisa lavorava nella fabbrica dell’amianto.
«Mio padre ha lavorato lì precisamente dal 1961 al 1984 – racconta Maria Luisa durante la deposizione in aula –. Era addetto all’impasto e tagliava i tubi a secco. Ritornava a casa e sembrava Babbo Natale: era tutto sporco e impolverato. Ricordo che sollevava l’amianto con l’utilizzo di forche. Ora io ho il linfoma di Hodgking e mi sto sottoponendo a controlli a un polmone». A evidenziare come fossero senza protezione i lavoratori Cemental è stata Rosa Di Maio, moglie di Luciano Nanetti, morto di mesotelioma. Rosa si è commossa, ieri mattina, mentre parlava del marito, che ritornava a casa dal lavoro «sporco. Io ho conosciuto Luciano quando lavorava lì, nel 1971. Si presentava a casa tutto pieno di polvere. Voglio giustizia». (s.a.)
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