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A 21 anni inventa un’App per curare le piante malate

A 21 anni inventa un’App per curare le piante malate

Reggiolo: inaugurato il progetto “Label Plant”, ideato da Mattia Angeli L’obiettivo è introdurre etichette innovative per fornire consulenze dettagliate

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REGGIOLO. È stato presentato  a parco Sartoretti, a cura delle Guardie ecologiche volontarie e di Auser, il progetto sperimentale Label Plant inventato da Mattia Angeli, 21 anni, reggiolese .

«Si tratta di una start up che ha l’obiettivo  di valorizzare e trasmettere le mie conoscenze sulle piante in modo alternativo rispetto all’uso dei libri. Con la mia app, le persone potranno conoscere e scoprire delle interessanti curiosità sul verde che li circonda».

Così ha esordito il giovane imprenditore durante l’inaugurazione spiegando come funziona l’app, utilizzando il Qr code. Mattia Angeli si è diplomato in Agraria due anni fa allo Strozzi di Palidano, nel Mantovano. Ha seguito un corso di specializzazione alla Fondazione Minoprio di Vertemate con Minoprio (Como). «Durante tutto il mio percorso formativo mi sono sempre dedicato allo studio delle piante e alle loro principali patologie – prosegue Angeli –. Nelle mie esperienze lavorative ho imparato a riconoscere le piante e le loro principali patologie. Ho svolto vari tirocini al’azienda Cattaneo come operatore del verde, al laboratorio fitopatologico della fondazione Minoprio a Vertemate con Minoprio, Como, come assistente nelle analisi identificative delle principali malattie che possono colpire le piante. Sono stato inoltre al laboratorio entomologico della fondazione Mach a san Michele all’Adige, Trento, come assistente nel riconoscimento di nuove malattie di recente introduzione in Italia sulla vite e sul castagno, alla Flortecnica a Varese  come assistenza alla vendita di prodotti fitosanitari in agricoltura ed infine all’azienda agricola Gelosini a Rio Saliceto  come assistente alle lavorazione nel vigneto, nell’acetaia, nella fattoria didattica e nella piantumazione degli ortaggi. Ho capito il vero potenziale di questo simbolo e ho studiato il modo di applicarlo facendone una tesi».

Mattia Angeli ha un sogno: «Vorrei riuscire ad applicare la mia invenzione a tutti i vivai che vogliono introdurre etichette innovative che forniscano ai propri clienti una consulenza dettagliata sulla pianta venduta  oltre a vari consigli sul trattamento,  oppure ai parchi pubblici o privati che sono interessati a mettere delle etichette identificative sulle proprie piante – conclude Mattia – in modo tale che durante le gite turistiche ci sia la possibilità di dare maggiori informazioni ai propri clienti ma anche ai garden e i negozi di floricoltura e tutte le persone che hanno un giardino privato e lo vogliono personalizzare attraverso l’utilizzo di questa tecnologia». (m.p.)

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