Aggressione in disco, la condanna dei tifosi
Molte critiche ai giocatori della Reggiana coinvolti, qualcuno invece se la prende con la stampa
REGGIO EMILIA. La notizia dell’aggressione al Sali e Tabacchi, dove un giovane di 20 anni ha denunciato di essere stato picchiato da alcuni giocatori della Reggiana, ha provocato un’ondata di commenti sdegnati in città. Molte le prese di posizione di condanna, per quanto accaduto.
La società Reggiana, impegnata nella preparazione della partita con il Bassano, ieri non ha invece preso posizione ufficialmente.
«La società deve intervenire e vendere questi “Rambo” da discoteca e “Fantozzi” sul rettangolo verde», ha scritto su Facebook un tifoso. In molti si chiedono quali provvedimenti saranno eventualmente presi e se non sia stato un errore non essere intervenuti prima in modo deciso.
Una minoranza di commentatori hanno invece puntato il dito sulla Gazzetta di Reggio per aver pubblicato la notizia. Tanti però non sono d’accordo con questa difesa ad oltranza dei propri beniamini. «Giusto così, si vergognino a girare per Reggio i nostri eroi», ha scritto un supporter. «Io non c ero ma le voci girano. Credo verrà fuori tutto nomi e quant'altro col tempo», ha aggiunto un altro.
Secondo una pagina Facebook, che ha pubblicato un lungo post dal titolo “Giornalista terrorista”, l’articolo di cronaca farebbe parte di un disegno teso a screditare la Reggiana, in favore del Sassuolo. «Cara Gazzetta di Reggio, cosa credi che noi non lo sapevamo già la sera stessa?», si legge nel post. La logica sottesa da questo commento è che «i panni sporchi si lavano in famiglia».
«Non conoscendo l’accaduto, mi limito ad una considerazione - ha risposto un utente - negli anni ì90 quando militava in Serie A, si andava al Tutankhamon per scambiare due chiacchiere con i giocatori della Regia. Ora vedo che alcuni giocatori di Legapro hanno atteggiamenti da super divi, i tempi saranno anche cambiati, ma dico a tutti, ma veramente a tutti, profilo basso ...».
Un commentatore scrive: «Purtroppo allenatore e società non hanno preso provvedimenti quando dovevano essere presi, la mancanza di tutto ciò ci sono costate due sconfitte disonorevoli, ora i giocatori che hanno sbagliato (e chi erano si sapeva già tre settimane fa) devono togliersi la maglia e sparire da Reggio Emilia».
Non manca chi mette in dubbio la ricostruzione del 20enne e si chiede quali responsabilità abbia avuto il ferito. Una delle frasi ricorrenti, tra questa piccola minoranza di scettici, è che «per fare un fosso ci vogliono due sponde».
Nel complesso, la condanna per l’episodio è l’atteggiamento più comume, anche perché il fatto è noto a molti. (j.d.p.)
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