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Danneggia un’auto in sosta per ritorsione: arrestato

di Ambra Prati
Danneggia un’auto in sosta per ritorsione: arrestato

Castelnovo Sotto: un 28enne marocchino bloccato vicino a una Rover Si cerca il complice, che è sparito fuggendo in sella a una bicicletta

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CASTELNOVO SOTTO. È stata una nottata movimentata, quella tra giovedì e ieri, quando un residente ha segnalato due sospetti che stavano armeggiando su un’auto “armati” di stampelle e di cavalletto per bici, consentendo ai carabinieri di inseguirli e di catturarne uno: Mohammed Naji, 28 anni, disoccupato marocchino e residente in paese, è stato arrestato per il reato di danneggiamento aggravato in concorso. I fatti risalgono all’una di notte, quando un residente ha chiamato il 112 segnalando la presenza di due sconosciuti intenti a danneggiare le vetture in sosta lungo via Martiri della Libertà, nella zona parco Rocca. Una pattuglia dell’Arma, subito sopraggiunta sul posto, ha notato due uomini accanto a una Rover. I due si sono dati alla fuga in bicicletta: uno è riuscito a far perdere le proprie tracce, mentre i militari hanno bloccato l’altro, poi identificato in Naji.

In seguito, le verifiche sui veicoli eseguite dai militari ha consentito di verificare che una Rover presentava il finestrino posteriore sul lato destro spaccato e diverse ammaccature sulla carrozzeria. Vicino all’auto sono stati recuperati una stampella e un cavalletto di bicicletta, probabilmente utilizzati per il danneggiamento. Parrebbe un gratuito raid vandalico; se non fosse che la macchina è risultata di proprietà di un 30enne connazionale che ha avuto guai con la giustizia in passato, perciò gli inquirenti ipotizzano che la scelta della vettura possa essere stata non casuale. Potrebbe essersi trattato di una ritorsione o di una vendetta per cause al vaglio dei carabinieri. Per questo motivo l’indagine prosegue. Ma al momento questa è solo un’ipotesi e il dato oggettivo, per il quale si procede, è il danneggiamento.

Ieri mattina, in tribunale, si è svolta l’udienza di convalida. Naji, assistito dall’avvocato Caterina Caldarola, ha ammesso i fatti e ha risposto alle domande, infarcendo la sua versione di “non ricordo”, perché, a suo dire, era ubriaco e sotto l’effetto di alcol. L’avvocato difensore Caldarola ha chiesto l’obbligo di firma, il pm Maria Rita Pantani (sostituita da un pm onorario) ha sostenuto invece l’espulsione dallo Stato o in subordine l’obbligo di dimora. Il giudice monocratico Alessandra Cardarelli, dopo la camera di consiglio, non ha concesso il nulla osta per l’espulsione (il 28enne ha parenti in possesso della cittadinanza italiana), ha scarcerato l’imputato e ha disposto l’obbligo di dimora nell’abitazione dei genitori, a Castelnovo di Sotto, con il divieto di uscire di casa dalle 21 alle 7. A metà gennaio Naji dovrà comparire in tribunale per rispondere dell’accusa a lui contestata.

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