«Ero ricoperto di amianto quando ritornavo a casa»
CORREGGIO. Ha lavorato alla Cemental per un lunghissimo periodo, dal 1956 al 1971, durante il quale ha incontrato Luciano Nanetti, poi deceduto a causa di un mesotelioma. Paolo Montanari è stato...
CORREGGIO. Ha lavorato alla Cemental per un lunghissimo periodo, dal 1956 al 1971, durante il quale ha incontrato Luciano Nanetti, poi deceduto a causa di un mesotelioma.
Paolo Montanari è stato chiamato a testimoniare giovedì mattina nell’ambito del procedimento giudiziario nato a seguito dell’esposto presentato da Andrea Nanetti, figlio di Luciano.
«Ho avuto un ictus, il tumore al colon, al cuore e, successivamente, ho contratto l’asbestosi – ha spiegato Montanari –. Entravo a casa con i vestiti sporchi di amianto, li lavava mia moglie, a mano. Alla Cemental ho svolto parecchie mansioni: ho ruotato dappertutto. Facevo l’impasto insieme a Luciano Nanetti. Nel capannone aziendale c’era una camera chiusa con l’amianto. Si metteva l’amianto puro in un cesto, veniva pesato e messo in un’impastatrice. Usavamo forconi e badili. Lavoravamo anche l’amianto blu; poco, per la verità, perché era molto costoso. In prevalenza muovevamo quello grigio. Si stava bene solo d’estate, quando potevamo aprire le finestre – conclude Montanari –. Del resto, non si resisteva». (s.a.)
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