Morta la partigiana Adriana Olmi
Aveva 89 anni, era vedova del comandante Silvio “Falce” Bonsaver
CASTELNOVO MONTI. Una vita da partigiana. Ieri mattina è morta all'ospedale Sant'Anna l'89enne Adriana Olmi, nome di battaglia “Katia”, vedova del conosciutissimo “Falce”, il comandante partigiano Silvio Bonsaver, poi sindacalista e amministratore. La Olmi – che lascia il nipote Geza Bonsaver e il genero Felice Del Brocco – viene da una storica famiglia della sinistra castelnovese. Assieme al padre e alla sorella Elsa si era unita ai primi nuclei di Resistenza nel paese appenninico, entrando ufficialmente nelle fila della 145esima Brigata Garibaldi “Franco Casoli” nel luglio 1944, quando era una studentessa 17enne. In quegli anni turbolenti e pericolosi ha conosciuto anche l'amore della sua vita, Bonsaver. Dopo la guerra, assieme alla sua famiglia ha gestito per decenni uno dei più conosciuti locali castelnovesi, lo storico bar Sarsa in piazza Peretti, negli anni in cui era ancora “la piazza delle corriere”. Il funerale si terrà questa mattina in forma civile. Il corteo funebre partirà alle 10 dalla camera ardente dell'ospedale e raggiungerà il cimitero castelnovese, lungo la strada che porta alla Pietra di Bismantova, per una breve funzione a cui parteciperanno Anpi e Spi-Cgil. La Olmi era una figura molto nota in tutta la montagna, sia per il suo impegno diretto in politica, anche dopo la guerra, e per il suo lavoro come barista in piazza Peretti. Altrettanto conosciuto era il marito, il comandante “Falce”, Silvio Bonsaver, per decenni uno dei riferimenti della sinistra appenninica, tutt'ora ricordato da una targa nella sede della Camera del lavoro di Castelnovo Monti. Non a caso, visto che Bonsaver è stato impegnato come sindacalista nella Cgil e come amministratore pubblico negli anni di un altro storico comandante partigiano, Giuseppe “Geppe” Battistessa. (adr.ar.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
