Traffico di cuccioli maltrattati: arrestato
Bibbiano, settantenne venne sorpreso col figlio: 60 cani ammassati nel bagagliaio di una Voyager
BIBBIANO. Dovrà scontare la pena di cinque mesi agli arresti domiciliari, il 70enne di Bibbiano che quattro anni fa – il 17 novembre 2012 – venne denunciato assieme al figlio con l'accusa di traffico illecito e maltrattamento di animali, dopo essere stati bloccati dai carabinieri a Tarvisio (Udine) nel corso di un posto di blocco. I due erano stati sorpresi a trasportare una sessantina di cagnolini riposti nel vano bagagli di un Voyager, ammassati in 4 gabbie di plastica piccole, sporche di feci e urine. Altri cuccioli, invece, erano stati chiusi in uno scatolone di cartone e in un trasportino di plastica, in condizioni assolutamente inadeguate. Al termine dell’iter processuale, riconosciuti colpevoli, i due reggiani sono stati condannati dal tribunale di Udine: rispettivamente, il padre a cinque mesi di reclusione e il figlio a nove mesi. Per il 70enne la condanna è divenuta esecutiva e ha visto l’ufficio esecuzioni penali della Procura di Udine emettere l’ordine di carcerazione poi eseguito dai carabinieri di Bibbiano, che hanno arrestato l’uomo, chiamato a scontare la pena nel proprio domicilio. I fatti risalgono a quattro anni fa, quando padre e figlio incapparono in un posto di blocco lungo la statale 13 a Tarvisio, precisamente in via Armando Diaz, in piena notte. I cuccioli si trovavano nel vano bagagli del Voyager, malnutriti e ammassati in quattro gabbie di plastica, strette e piene di escrementi. Per il sostituto procuratore udinese che aveva coordinato le indagini, la dottoressa Letizia Puppa, i cagnolini, di varie razze (e con ogni probabilità destinati al mercato nero) «erano stati sottoposti a fatiche insopportabili per le loro caratteristiche etologiche» ed erano stati trasportati «in condizioni incompatibili con le loro caratteristiche e tali da procurare loro grave stress». Si trattava per lo più di cuccioli con meno di tre mesi, ossia di cani «non sottoponibili alle vaccinazioni obbligatorie» e «fisicamente non pronti ad affrontare lunghi viaggi». L’accusa relativa al traffico illecito formulata dalla procura era collegata invece al fatto che i cuccioli erano stati introdotti «senza sistema di identificazione e la documentazione sanitaria attestante le prescritte vaccinazioni e l’età». Per tutte queste ragioni padre e figlio vennero così denunciati e da lì prese il via il lungo iter processuale che ha visto il tribunale di Udine condannare i due. La prima sentenza a diventare esecutiva è stata quella a carico del padre: la procura friulana ha emesso l'ordine di carcerazione che poi è stato trasmesso per l'esecuzione ai carabinieri di Bibbiano. Ricevuto il provvedimento, i militari lo hanno eseguito traendo in arresto l'uomo. (a.v.)
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