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Reggio Emilia, piromane mascherato dà fuoco a un’auto

Reggio Emilia, piromane mascherato dà fuoco a un’auto

Rogo doloso in via Paradisi, in zona stazione. Nel mirino la macchina di un 66enne che era andato a cena dalla figlia: «Assurdo, non abbiamo nemici»

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REGGIO EMILIA. «Dopo una cosa simile cominciamo ad avere paura». Queste parole a dir poco preoccupate le raccogliamo in un palazzo di via Paradisi – in zona-stazione ferroviaria – e sono la conseguenza di quello che è accaduto ad una famiglia marocchina nella notte fra la Vigilia e Natale.

In quest’area a dir poco multietnica di Reggio la sgradevole scoperta è stata fatta domenica mattina, quando il padre 66enne è sceso nel parcheggio per accompagnare la figlia a lavorare: del tutto inutilizzabile la sua Fiat Marea familiare, perché è stato dato fuoco alla parte anteriore, finendo per danneggiare (anche se in forma più lieve) un’altra macchina (una Ford Galaxy) in sosta a fianco. A terra gli inquirenti (le fiamme sono state domate dai vigili del fuoco, le indagini in mano alla questura) hanno trovato una bottiglietta contenente il liquido infiammabile usato dal piromane.

L’incendio doloso è avvenuto nel parcheggio di un articolato complesso condominiale, sorvegliato con le telecamere. E proprio dai filmati sarebbe emerso che chi ha agito era mascherato per non farsi riconoscere. Ma c’è un altro aspetto di questa storia che lascia perplessi: il 66enne – attualmente disoccupato, per anni ha lavorato come facchino – non abita in via Paradisi, ha solamente trascorso la notte di Natale dalla figlia per comodità, visto che tutta la famiglia (una decina di persone) si era riunita lì a cena. «Non riesco proprio a capire perché sia stata incendiata la mia macchina – ci spiega il 66enne, da quasi trent’anni in Italia per lavorare e che a Reggio è ora attorniato dall’affetto di figli e nipoti – non ho mai dato fastidio a nessuno, non ho mai ricevuto minacce. Ora mi ritrovo senz’auto ed essendo disoccupato non ho nemmeno i soldi per comprarmene un’altra». L’ex facchino pensa che il piromane abbia sbagliato macchina , oppure sia l’atto di un malato che si diverte ad incendiare le auto.

La figlia vive invece da un po’ di tempo con il marito e due figli in via Paradisi, come lì risiede il proprietario egiziano dell’altra macchina danneggiata anche se solo indirettamente dal rogo che senza dubbi ha avuto come obiettivo primario la Fiat Marea del 66enne. Ma quest’ultimo vive da tutt’altra parte in città, quindi al momento non si può escludere nemmeno che qualcuno abbia incendiato la macchina dell’ex facchino per colpire in realtà la figlia e la sua famiglia.

«Ma anche noi non abbiamo nemici – ribatte subito la figlia – e non capiamo perché sia accaduta una cosa simile, oltretutto in un periodo di festa. E non sapendo con chi abbiamo a che fare, cominciamo ad avere paura. E se le fiamme avessero intaccato anche il palazzo? E’ la prima volta che ci ritroviamo in un guaio di questo genere: speriamo che i poliziotti scoprano presto chi è il piromane mascherato». (t.s.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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