Gazzetta di Reggio

Reggio

a bologna

Aemilia, Vecchi parte civile per le minacce subite da Brescia

Aemilia, Vecchi parte civile per le minacce subite da Brescia

Al via l'udienza preliminare a Bologna per 23 imputati, la Dda ritiene che Brescia attraverso la lettera abbia posto in essere ai danni del sindaco una grave minaccia

2 MINUTI DI LETTURA





BOLOGNA. Il sindaco di Reggio Emilia Luca Vecchi si è costituito parte civile davanti al Gup di Bologna Alberto Gamberini per le minacce aggravate dal metodo mafioso che avrebbe subito da Pasquale Brescia, imputato nel processo di 'Ndrangheta “Aemilia”, e dal suo avvocato di fiducia, Luigi Antonio Comberiati.

La Dda ritiene che Brescia, attraverso la lettera, abbia posto in essere ai danni del sindaco una grave e larvata minaccia, anche evocando la sua propria appartenenza ad un gruppo di cutresi “discriminati” e “criminalizzati” riferendosi, per i Pm, ai calabresi arrestati nell'ambito dell'inchiesta come Brescia stesso, a gennaio 2015.

Brescia e Comberiati hanno optato per l'abbreviato, che sarà discusso ad aprile. Tra chi ha chiesto il rito alternativo anche l'imprenditore Giuseppe Giglio, condannato a 12 anni e sei mesi in primo grado nel filone principale e nel frattempo divenuto collaboratore di giustizia, difeso dall'avvocato Luigi Li Gotti: è accusato in questo fascicolo di trasferimento fraudolento di beni.

Abbreviato anche per il fratello, Giulio Giglio, difeso dall'avvocato Fausto Bruzzese, qui accusato di minaccia a pubblico ufficiale nei confronti di due agenti della Penitenziaria, e per il poliziotto Domenico Mesiano, anche lui già condannato nel processo principale, e che ora deve rispondere di detenzione di munizioni da guerra.

Giovedì si discuteranno le posizioni degli altri, che invece hanno scelto la via ordinaria: il giudice deciderà se rinviarli a giudizio o proscioglierli.

Si tratta di un filone secondario delle indagini della Dda di Bologna (Pm Marco Mescolini e Beatrice Ronchi) sull'organizzazione calabrese attiva in Emilia, arrivato ora in udienza preliminare: 23 le posizioni al vaglio del giudice, una decina gli imputati che hanno chiesto l'abbreviato.

Oltre al sindaco, parte civile con il professor Vittorio Manes in riferimento alle minacce contenute nella lettera indirizzata a lui e recapitata il primo febbraio all'edizione reggiana del Resto del Carlino, in udienza si sono costituite anche la Regione Emilia-Romagna e l'associazione Libera, su
tutti i capi di imputazione.

Diversi imputati in questo filone sono già stati coinvolti in quello principale, concluso con 57 condanne davanti al Gup di Bologna e con oltre 150 persone attualmente a dibattimento a Reggio Emilia.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google