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Tenta di estorcere soldi ai carabinieri e minaccia attentati

Tenta di estorcere soldi ai carabinieri e minaccia attentati

Arrestato agricoltore di Luzzara che voleva 300mila euro Aveva piazzato blocchi di cemento lungo la ferrovia

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C’è uno strambo tentativo di estorsione messo in piedi da un agricoltore dietro l’episodio della valigia trovata abbandonata qualche giorno fa sulla ex Statale 62 della Cisa, al confine col Mantovano.

È quello che hanno scoperto i carabinieri di Suzzara in collaborazione con i colleghi di Luzzara, che hanno arrestato Alberto Fattori, 60 anni, residente a Codisotto di Luzzara.

Secondo la ricostruzione investigativa, l’uomo ha tentato di spillare i soldi non a una persona facoltosa, ma addirittura ai carabinieri. Ha cercato di farsi consegnare 300mila euro dall’Arma, minacciando attentati alle ferrovie.

I militari, al termine di una serrata indagine condotta dai carabinieri di Suzzara, sono riusciti ad identificarlo e ad arrestarlo. E ora Farina, dopo la convalida dell’arresto avvenuta venerdì da parte del giudice per le indagini preliminari di Mantova, è stato messo agli arresti domiciliari in attesa del processo.

Per giorni, però, ha minacciato attentati e chiesto ingenti somme di denaro ai carabinieri di Suzzara attraverso lettere lasciate nella cassetta postale della caserma, all'interno di cabine telefoniche e in una valigetta ritrovata in strada: quella poi recuperata in territorio di Luzzara. E dalle parole era passato ai fatti mettendo a repentaglio la vita di decine di persone che viaggiavano su un treno posizionando dei blocchi di cemento sulla strada ferrata.

Al 60enne sono contestati i reati di tentata estorsione continuata, attentato ad impianti di pubblica utilità e attentati alla sicurezza dei trasporti.

Tutto ha preso inizio lo scorso 12 dicembre alle 20 quando nella cassetta delle lettere della caserma di Suzzara è stata trovata una strana lettera con la quale un anonimo chiede 300mila euro e minaccia un attentato contro le istituzioni e le linee ferroviarie. Passano pochi giorni e il 15 dicembre successivo, alle due di notte, viene registrato un episodio analogo: una telefonata anonima segnala la presenza di una lettera indirizzata ai carabinieri di Suzzara all’interno di una cabina telefonica situata nel parcheggio di via Mazzini.

I militari recuperano il biglietto sul quale è presente la stessa calligrafia del primo messaggio. «Se non mi date i soldi metto dei blocchi di cemento sulla linea Suzzara-Parma». La minaccia diventa realtà: alle 5.55 un treno urta degli ostacoli in cemento lasciati sui binari. Per fortuna nessuno si fa male.

Ma non è finita. Il 18 dicembre, alle 22.10, il numero unico per le emergenze di Brescia segnala alla stazione dei carabinieri di Gonzaga di aver ricevuto una telefonata da via Mazzini a Suzzara. Il messaggio: «Dite ai carabinieri di Suzzara che nella cabina telefonica c'è una lettera per loro». E la lettera effettivamente c'è. E anche in questo caso vengono minacciati attentati.

Il giorno successivo, 19 dicembre, altra telefonata anonima ai carabinieri di Suzzara: «C'è una lettera per voi all'interno della cabina telefonica della stazione ferroviaria di Luzzara».

Le indagini dei carabinieri, iniziate già dopo il ritrovamento della prima lettera, intanto giungono a conclusione grazie al contributo che arriva proprio dai militari di Luzzara. A suffragare l’ipotesi investigativa c'è un elemento fondamentale per risolvere il caso: il proprietario dell’auto ha una serie di problematiche economico-familiari. I carabinieri lo sanno perché hanno parlato con un parente dell’uomo che, una volta ascoltata la registrazione di una telefonata minatoria ricevuta dai carabinieri, ammette che la voce è quella dell’agricoltore sessantenne di Codisotto di Luzzara. Per il quale scattano le manette.

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