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70 anni fa “nasceva” don Camillo

70 anni fa “nasceva” don Camillo

Brescello: nel 1946 Guareschi pubblicò il primo racconto che diede il via alla saga

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BRESCELLO. Settant’anni fa iniziava il mito di Don Camillo, personaggio che insieme a Peppone farà la fortuna turistica di Brescello. Il paese della bassa reggiana è infatti famoso nel mondo per aver ospitato le riprese di cinque film ispirati ai romanzi di Giovanni Guareschi il quale, il 28 dicembre del 1946, ha pubblicato il primo racconto che ha per protagonista il mitico parroco.

L’antivigilia di Natale del 1946 lo scrittore si trovava nella tipografia milanese della Rizzoli dove si stava dando da fare per chiudere “Candido”, il settimanale di cui era direttore. Mancava ancora qualcosa per vedere la pubblicazione completa e il destino volle che Guareschi prese un racconto che aveva scritto per “Oggi”, lo levò dalla pagina già composta e lo fece ricomporre in un corpo più grosso per il “Candido”, che così fu pronto per andare in stampa. La storia è quella ormai celebre dell’assoluzione con annessa pedata nel sedere sparata da Don Camillo a Peppone. Quando uscì il 28 dicembre, ebbe un tale successo che costrinse il suo autore a scriverne altri, fino ad arrivare a 346: l’intera saga di “Mondo piccolo”, che, se Candido non fosse stato in affanno per la chiusura, probabilmente non avrebbe mai visto la luce. Quel giorno segna di fatto l’inizio della fortuna di Brescello, che qualche anno più tardi si troverà a ospitare quasi per caso le riprese del primo film. Va infatti ricordato che nei racconti di Guareschi le vicende di Don Camillo e Peppone hanno luogo in un paese di fantasia della Bassa (è nota la celebre frase dello scrittore secondo cui «il mondo piccolo è situato in quella fetta di pianura che sta tra il Po e l'Appennino») e che soltanto i film identificheranno in Brescello. La location venne scelta dal regista francese Julien Duvivier e venne mantenuta anche nei film sucessivi: “Don Camillo” (1952, regìa di Duvivier), “Il ritorno di Don Camillo” (1953, Duvivier), “Don Camillo e l'onorevole Peppone” (1955, Carmine Gallone), “Don Camillo monsignore...ma non troppo” (1961, Gallone), “Il compagno Don Camillo” (1965, Luigi Comencini), mentre “Don Camillo e i giovani d’oggi” (1970) venne interrotto a causa della malattia che portò alla morte Fernandel. Questa esperienza nel mondo del cinema ha di fatto reso Brescello un set a cielo aperto che ancora oggi fa registrare migliaia di turisti. (a.v.)

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