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Blitz in un’azienda tessile Due lavoratori irregolari

Blitz in un’azienda tessile Due lavoratori irregolari

Correggio: denunciato un imprenditore 55enne dopo i controlli dei carabinieri Oltre il 20% della manodopera era in nero, scoperto un clandestino tra gli operai

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CORREGGIO. Una nuova operazione dei carabinieri ha permesso di scoprire un’azienda irregolare che operava nel settore del tessile. Grazie ad un blitz condotto dagli uomini della stazione di Correggio insieme ai colleghi del Nucleo ispettorato del lavoro di Reggio Emilia è stata localizzata un'impresa di confezioni tessili che impiegava in nero oltre il 20% della forza lavoro, tra cui un clandestino.

Nei guai è finito un imprenditore 55enne residente a Novellara, titolare dell’azienda di Correggio oggetto dell’ispezione, in via Stradella.

Il blitz è scattato una mattina quando i militari, sulla scorta di una mirata attività informativa tesa a contrastare il diffondersi del lavoro nero, hanno effettuato un controllo in un opificio tessile gestito da un cittadino cinese: punta finale di una serie di controlli sul territorio rispetto a un tema su cui le forze dell’ordine sono molto vigili e non a caso. Non è infatti il primo caso di aziende del tessile che utilizzano manodopera in nero che viene scoperte nella Bassa.

Al momento dell’ispezione i carabinieri hanno riscontrato l’impiego di 10 operai intenti a lavorare attorno alle macchine da cucire, di cui due sono risultati essere impiegati senza un regolare contratto di lavoro. Ma gli accertamenti hanno permesso di scoprire che dei due, uno era anche clandestino. Ai sensi delle attuali norme di legge, l’attività aziendale è stata quindi immediatamente sospesa dai militari che hanno proceduto anche nei confronti dell’imprenditore. Il 55enne è stato denunciato con l’accusa di occupazione di manodopera clandestina.

All’imprenditore i militari hanno inflitto anche una maxi multa pari a una cifra che ammonta a 7mila euro.

Ora la ripresa delle attività dipenderà dallo stesso imprenditore che dovrà regolarizzare i dipendenti impiegati in nero e pagare la sanzione se vorrà ricominciare a lavorare.

Lo scorso settembre i carabinieri avevano denunciato il titolare di un’altra azienda tessile stavolta a San Polo, ma ancora un cittadino cinese, al quale era stata affibiata una sanzione pari a 4mila euro per le irregolarità previdenziali e contributive riscontrate.

Durante l’estate scorsa, inoltre, sempre i carabinieri avevano effettuato un blitz in un laboratorio cinese di San Martino in Rio. Qui, il titolare dell’azienda si era visto sospendere l’attività e doveva rispondere alla magistatura per avere ospitato persone non in regola con le norme sul soggiorno. Per lui, cittadino cinese 52enne, era quindi scattata una denuncia in stato di libertà per violazione delle norme previste dal Testo unico sull’immigrazione. Nella stireria, inoltre, i carabinieri avevanoindividuato altri due cinesi che vi lavoravano pur non essendo regolarmente assunti.

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