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«Grazie alle forze dell’ordine ci hanno aiutato fino alla fine»

«Grazie alle forze dell’ordine ci hanno aiutato fino alla fine»

REGGIO EMILIA. Se la vicenda della fuga degli asini a posteriori sembra niente più che un allegro racconto, così non è stato per i due titolari dell’Asineria Aria Aperta di San Maurizio, Eugenia...

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REGGIO EMILIA. Se la vicenda della fuga degli asini a posteriori sembra niente più che un allegro racconto, così non è stato per i due titolari dell’Asineria Aria Aperta di San Maurizio, Eugenia Dallaglio e Massimo Montanari. Che da anni dedicano la loro vita alla cura di questo progetto, riuscendo a farne con impegno e dedizione un modello seguito e conosciuto in tutta la provincia. Per loro la raccolta dei 17 animali è stata una lunga e sfiancante impresa senza fine, che dall’una di notte li ha tenuti con il fiato sospeso fino alle 8 di mattina, orario in cui sono stati trovati gli ultimi tre fuggitivi.

A raccontare tutta la storia è Eugenia quando, intorno alle 18 di ieri, ha finalmente finito di mettere in sicurezza la stalla dove vivono i ciuchi. «I carabinieri – spiega – hanno avvisato il mio collega Massimo verso le 2.30 direttamente a casa sua. Lui mi ha immediatamente chiamato dicendo che diciassette dei nostri asini erano scappati pregandomi di andare al campo sportivo di Gavasseto dove erano in attesa carabinieri e Municipale».

Così mentre Montanari si è precipitato a San Maurizio per prendere un mezzo con cui trasportare gli asini, Eugenia ha raggiunto le forze dell’ordine. «Mi sono fiondanta lì mentre lui prendeva il trasporto ma avevo solo due corde, ne ho legato qualcuno ma erano ben quattordici, mentre altri tre erano in giro divisi dal gruppo e due erano rimasti in stalla. Così ho aspettato che Massimo arrivasse con il trailer e cinque alla volta ne ha portati indietro dieci».

Gli altri quattro invece sono stati presi in consegna dalla ragazza che a piedi si è incamminata verso il Mauriziano. «Li ho legati fra loro – ha proseguito Eugenia – e lungo la strada mi sono avviata verso la stalla. Sempre scortata da due auto della municipale, una in testa e una in coda al convoglio. Sono stati bravissimi, loro e i carabinieri, e ci teniamo tantissimo a ringraziarli. Ho promesso che avrei offerto loro delle paste ma nella confusione del momento non ho nemmeno preso i loro nomi. Non ci hanno mai messo ansia, ci hanno sempre protetto, sono stati eccezionali».

E così alle 8 di mattina, dopo aver ritrovato anche i tre “separatisti”, tutti sono tornati a casa sani e salvi. «Una cosa del genere non ci è mai successa – conclude la titolare prima di andare (finalmente) a dormire – le grosse molle che regolano la chiusura del cancello della stalla erano state spezzate, per farlo era necessaria una carica di tutti e 17 gli asini assieme. Quello che pensiamo è a un petardo o un botto molto forte che li abbia spaventati, altrimenti non si spiega quanto è accaduto». (l.g.)

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