Il presepe vivente incanta la comunità di Monchio
CANOSSA. Emozionante rappresentazione del presepe vivente quella che ha avuto luogo a cura della parrocchia di Monchio delle Olle di Don Bogdan, l'unità pastorale “terre del perdono” e il coro Santi...
Emozionante rappresentazione del presepe vivente quella che ha avuto luogo a cura della parrocchia di Monchio delle Olle di Don Bogdan, l'unità pastorale “terre del perdono” e il coro Santi Pietro e Paolo nella giornata di Santo Stefano. Ad andare in scena è stato il presepe vivente degli antichi mestieri.
La manifestazione, alla sua seconda edizione, è iniziata all’oratorio di Trinità con una passeggiata con le lanterne lungo la via dei presepi, una sessantina, allestiti nei cortili, per poi arrivare nei grandi spazi della parrocchiale di Monchio dove si è svolta la vera rappresentazione del presepe. Qui Maria e Giuseppe nel peregrinare con il loro asinello alla ricerca di un alloggio hanno potuto ammirare le attività artigianali rappresentate da decine di figuranti e dislocate lungo il percorso. Il fabbro, il ciabattino, il falegname, le lavandaie, il vasaio, le filanti, gli scultori, il mugnaio, il panettiere, i contadini con i loro animali: tutto in un atmosfera magica. Poi i due sposi sono approdati nella calda stalla dove nella mangiatoia dormiva il loro bambinello. Da lontano guidati dalla stella sono arrivati i tre magi. Una straordinaria rappresentazione curata nei minimi particolari per il presepe vivente forse più grande della montagna. L'evento che ha cambiato la storia del mondo è particolarmente sentito dagli abitanti del paese che ogni anno sono coinvolti e mettono a disposizione il loro tempo e competenza. Notevole il grande murale che rappresenta la nascita di Gesù ed eseguito dagli street-artist Daniele Castegnetti (mister Dada) e James Kalinda. (d.a.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
