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«Non pieghiamoci alle ingiustizie»

«Non pieghiamoci alle ingiustizie»

Monito del sindaco Vecchi: «Resistenza, oggi, è l’indisponibilità al compromesso

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REGGIO EMILIA. Il Sindaco Luca Vecchi, aprendo al Poligono di tiro la cerimonia di commemorazione per il 73esimo anniversario dell’eccidio dei sette Fratelli Cervi e di Quarto Camurri, ha scelto di parlare della lotta di Liberazione come rifiuto di ogni compromesso. E lo ha fatto sottolineando «che la Resistenza significa non piegarsi alle ingiustizie ed essere indisponibili al compromesso con chiunque. Un atteggiamento che abbiamo ereditato dalla lotta di Liberazione e che dobbiamo impegnarci a mantenere vivo».

Il primo cittadino, nel ricordare la fucilazione dei Fratelli Cervi e di Quarto Camurri (al quale il Comune di Guastalla e Anpi locale hanno dedicato una giornata di riflessione che ha coinvolto le scuole del comune della Bassa), ha preso le mosse da un celebre articolo di Italo Calvino. Un articolo nel quale il grande scrittore ricordava quando Alcide Cervi volle incontrare i ragazzi e le ragazze insigniti della Medaglia d’Oro alla Resistenza e assieme a loro anche i genitori dei partigiani uccisi. «Si trattò – ha sostenuto Luca Vecchi – di un dialogo commovente e significativo tra chi piangeva i propri figli scomparsi e chi, protagonista attivo della Resistenza, pensava al futuro dell’Italia e a che modello di Paese sarebbe dovuto uscire dal sacrificio di migliaia di giovani e di famiglie».

Anche per questo, ha continuato il sindaco «credo che il significato profondo della Resistenza non si fermi alla lotta di Liberazione, ma vada trasferito ai nostri ragazzi oggi, spiegando cosa accade in quei frangenti e perché il sacrificio di tantissimi loro coetanei in quei lontani anni, siano alla base della libertà e della democrazia odierna».

Poi Vecchi ha concluso affermando che «la Resistenza è tanto più fondamentale e attuale oggi intesa come atteggiamento verso le ingiustizie che sono da rigettare in qualsiasi forma. La Resistenza oggi significa avere la capacità di non piegarsi alla violenza, alle azioni coercitive e si sostanzia nell’indisponibilità al compromesso con chiunque e nella fedeltà verso i principi che hanno ispirato coloro che si sono spesi in prima persona contro il nazifascismo. Valori e principi che vanno costantemente rinsaldati e che sono le fondamenta su cui è nata, è cresciuta e si è sviluppata la società reggiana». (r.f.)

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