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Sarà liquidato dopo 14 anni il vigile cacciato da Coffrini

di Andrea Vaccari
Sarà liquidato dopo 14 anni il vigile cacciato da Coffrini

Brescello: prima trance da 90mila euro per Ungaro dopo la lunga causa La delibera firmata dai commissari prefettizi dopo la vittoria in tribunale

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BRESCELLO. «Autorizzare il responsabile dell’ufficio personale a procedere alla liquidazione e al pagamento della somma di oltre 95mila euro a Donato Ungaro». Questo il dato saliente della delibera del 21 dicembre firmata dalla commissione straordinaria di Brescello e composta dai dottori Michele Formiglio, Antonio Oriolo e Giacomo Di Matteo e pubblicata sull'albo pretorio del Comune di Brescello.

Si è dunque di fronte a un primo risarcimento da parte dell'amministrazione comunale brescellese nei confronti dell'ex vigile, che venne licenziato nel 2002 dal sindaco Ermes Coffrini. Un caso, questo, che fece molto discutere in quanto all'epoca Ungaro lavorava anche come collaboratore alla Gazzetta di Reggio e proprio questa sua mansione gli costò il posto da vigile: l'allora primo cittadino lo licenziò per ragioni di incompatibilità. Da quel momento, tra le due parti si innescò un braccio di ferro sui banchi del tribunale, e che dopo 14 anni vede ora accordata e definita la prima tranche di risarcimento all'ex vigile che ha vinto in tutti e tre i gradi di giudizio, vedendosi riconosciuti come legittimi il reintegro e il risarcimento. A seguito dell'inizio dell'iter giudiziario (2010), negli anni in cui il sindaco era Giuseppe Vezzani, il Comune si era cautelato accantonando le somme necessarie a fronteggiare la spesa, tenendo conto dell’evoluzione della causa, in particolare della possibile riammissione in servizio del dipendente e di un eventuale accordo. In questo arco di tempo l'ente ha così impegnato e conservato a bilancio un totale di quasi 350mila euro.

La partita resta però aperta, in quanto è ancora da stabilire l'esatta entità del risarcimento a Ungaro: a seguito dell'udienza del 13 ottobre scorso il giudice ha infatti disposto una consulenza tecnica d’ufficio contabile e solo una volta ottenuta sarà possibile quantificare esattamente la cifra. Da definire, inoltre, la questione del reintegro: nel 2013, fu lo stesso Ungaro a spiegare alla Gazzetta, venne chiamato senza il necessario preavviso. E allora non si concretizzò. Alla luce del passare del tempo senza che venisse corrisposto nulla, l’indennità risarcitoria come da sentenza della Corte di Appello e l’indennità sostitutiva alla reintegrazione nel posto di lavoro, e non trovandosi d’accordo sulla somma proposta dal Comune a titolo di risarcimento, Ungaro aveva presentato un decreto ingiuntivo affinché il tribunale del lavoro ingiungesse all’amministrazione di Brescello il pagamento di quanto dovuto. A propria volta, il Comune aveva promosso – davanti al tribunale di Reggio Emilia - ricorso in opposizione con contestuale istanza di sospensione dell’efficacia del titolo esecutivo, con la richiesta di consulenza tecnica d’ufficio, in quanto riteneva l’atto di precetto infondato nel “quantum”. Il ricorso del Comune è stato considerato almeno in parte fondato, e per questo è stata richiesta la consulenza tecnica d'ufficio. Passaggio che ora non impedisce il versamento.

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