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Boretto fa dietrofront ma conferma la contrarietà ai botti

Boretto fa dietrofront ma conferma la contrarietà ai botti

BORETTO. La sentenza del Tar del Lazio fa fare dietrofront al Comune di Boretto. L’amministrazione comunale guidata dal sindaco Massimo Gazza – che d’estate ravviva il lungo fiume con i grandiosi...

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BORETTO. La sentenza del Tar del Lazio fa fare dietrofront al Comune di Boretto. L’amministrazione comunale guidata dal sindaco Massimo Gazza – che d’estate ravviva il lungo fiume con i grandiosi fuochi d’artificio del “PiroPo” – era stata tra le poche, l’anno scorso nel Reggiano, ad emanare un’ordinanza anti-petardi, che poneva “il divieto di utilizzo di petardi, botti e artifici pirotecnici di ogni genere sul territorio comunale”, prevedeva sanzioni per l’inosservanza da 25 ai 500 euro, demandava alla polizia municipale e alla forza pubblica di far osservare la prescrizione. Quest’anno l’intenzione era di ripetere l’ordinanza, tanto che era già stato preparato un testo dal sindaco Gazza – prima che quest’ultimo andasse in ferie – ma alla luce del pronunciamento del Tar il Comune ci ha ripensato. «Stiamo valutando – ha affermato il vicesindaco Matteo Benassi – ci dobbiamo incontrare con il segretario comunale, ma alla luce del caso Roma, poiché pare che un’ordinanza presti il fianco a eventuali ricorsi, l’orientamento per quest’anno è di limitarsi a un invito o appello». Il Comune di Boretto conferma in ogni caso la propria contrarietà ai botti, per motivi di rispetto dell’ambiente e degli animali.

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