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la rapina

«Dacci tutti i soldi o t’ammazziamo»

di Mauro Pinotti
 «Dacci tutti i soldi o t’ammazziamo»

Brutale rapina all’Allianz di Reggiolo, la titolare minacciata con la pistola. La vittima: «Il sindaco accenda le telecamere»

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REGGIOLO. Due rapine in rapida successione a pochi chilometri di distanza. Una dinamica che fa pensare alla stessa mano. Il primo colpo all’assicurazione Allianz di Reggiolo, la seconda al Conad di Rio Saliceto. Due episodi sui quali ora indagano i carabinieri.

La prima brutale rapina è avvenuta mercoledì alle 19.10 all'agenzia di via Marconi 2. Due malviventi, volto travisato, armati di pistola, hanno fatto irruzione nell’attività gestita da Fulvia Ascari, 61 anni, del posto, la quale, alla vista di quelle armi spianate, è rimasta impietrita, incapace di reagire.

I due rapinatori, con accento italiano, hanno intimato all’impiegata di consegnare i soldi. E per raggiungere il loro scopo non hanno usato mezzi termini: oltre alle minacce pure gli spintoni. «Dacci i soldi o ti ammazziamo!» ha gridato un rapinatore. E la donna, pistola puntata alla nuca ha risposto impaurita: «Quali soldi?».

I due malviventi, che nel frattempo avevano spento le luci dell'agenzia per non farsi notare dalle persone che potevano casualmente passare davanti alla vetrina, hanno preso la borsa che conteneva 1.500 euro frutto degli incassi delle polizze di assicurazione oltre al portafoglio contenente bancomat, assegni, carta di credito, documenti ed effetti personali dell'impiegata.

Non contenti, uno dei rapinatori ha gridato: «Dove sono le chiavi della tua auto?». E la donna, spaventata e con voce tremante ha replicato: «Non ho la macchina». Ma uno dei malviventi ha ribattuto: «Ci che ce l'hai. È una Jeep Renegade». Così i due rapinatori, dopo essere usciti dall’agenzia, hanno preso l’auto dell’impiegata e sono fuggiti facendo perdere le loro tracce.

Immediata è partita la chiamata al 112 da parte di Fulvia Ascari che poi ha raccontato tutto ai carabinieri di Reggiolo.

«Sono 11 anni che lavoro per Allianz – racconta l’assicuratrice ancora sotto shock - Non mi era mai successa una cosa simile, ma neanche in tutta Reggiolo. Sapevano tutto di me, sapevano che avevo l'auto e perfino dove trovare l’interruttore della luce nell’agenzia. Mi hanno puntato le loro pistole e hanno minacciato di uccidermi se non davo loro i soldi».

È stata una rapina preparata nei minimi dettagli e sicuramente i rapinatori si sono serviti di un basista che ha tenuto d’occhio l’impiegata dell’agenzia, i suoi movimenti, scoprendo se era munita di auto propria, oltre a controllare il via vai della sua clientela. In più sicuramente, con la scusa di avere informazioni, sarà pure entrato nel locale per vedere se c’erano telecamere, casseforti e come era disposto l’ufficio.

«Chiedo al sindaco di accendere le telecamere che sono spente, in piazza Martiri, dal terremoto del 2012 – ha detto Fulvia – Lavoro in una zona poco illuminata. Sulla a rotonda e in via Marconi sarebbe necessario installare nuovi luci e altre telecamere».

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