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«Gamberi della Louisiana in crisi grazie agli aironi»

«Gamberi della Louisiana in crisi grazie agli aironi»

La buona notizia dal Consorzio di Bonifica: «Sono ghiotti del crostaceo alloctono» L’invasione della specie aveva messo in difficoltà gli argini anche del Reggiano

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GUASTALLA. Notizie dalle terre d’acqua intorno al Po. Buona, per quanto riguarda gli ecosistemi. Gli aironi bianchi e cenerini sono ghiotti dei nemici degli argini: i famigerati gamberi della Louisiana, che da anni investano i nostri corsi d’acqua, mettendo a dura prova le specie autoctone. «Da quando hanno ripopolato nuovamente le nostre terre si stanno trasformano in una preziosissima risorsa per arginare la proliferazione del temuto crostaceo» il Consorzio di bonifica “Terre dei Gonzaga in Destra Po”.

Il gambero della Louisiana – che può raggiungere fino ai 15 centrimetri di lunghezza - fin dai sui primi avvistamenti nel 2005, ha provocato danni in Italia e anche ai canali lunghi oltre 1.000 chilometri del Consorzio di Bonifica mantovano e reggiano.

«Questo crostaceo alloctono, immesso incoscientemente nell’ambiente, è un grande problema per le sponde dei canali di bonifica e dei fiumi - spiega Ada Giorgi, presidente del Consorzio di Bonifica Terre dei Gonzaga in Destra Po - Con la sua intensa attività di scavo, provoca il rammollimento dell’argille delle sponde che è la causa del loro cedimento, spesso improvviso, con rischio di esondazioni… Ricordiamo che i nostri canali per lo scolo, nei periodi piovosi, possono raggiungere gli stessi massimi livelli che solitamente permangono per mesi durante l’estate al fine di garantire l’irrigazione nelle nostre campagne. I cedimenti arginali hanno spesso costi di ripristino molto elevati per il consorzio e la collettività».

La novità è che per merito della presenza dell’airone, che sta ripopolando le nostre terre e i nostri canali da qualche lustro, il numero dei crostacei è diminuito visibilmente. «I gamberi – spiega Stefano Lasagni, guardiano idraulico del Consorzio di Bonifica Terre dei Gonzaga in Destra Po autore delle foto che dimostrano questo contenimento naturale della specie - sono un problema anche per i tanti pescatori che continuano a lamentarsi perché i gamberi si nutrono anche delle loro esche. Il crostaceo è pericoloso perché scava le tane nelle sponde dei canali, provocando fori anche di un metro di profondità, trasformando la sponda in una specie di “groviera”. Gli aironi finora si dimostrano uno dei pochi rimedi sicuri contro il gambero della Louisiana che, importato per scopi alimentari, è diventato negli anni un serio pericolo per agricoltura, pesca e altre attività umane».

«È questo un classico esempio di controllo biologico dove, per altro, l’uomo è stato solo la causa del problema, con l’immissione del gambero - commenta Donato Artoni, presidente del Wwf mantovano – In questo caso un nemico naturale del gambero, l’airone, che è specie per altro giustamente protetta, ha trovato ciò di cui cibarsi. Il tutto avviene senza l’impiego di sostanze chimiche».

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