Gazzetta di Reggio

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Correggio, il caso

«Aiutiamo con piani di rientro»

Il sindaco alla 35enne sotto sfratto. Lei replica: «Mi è stato negato»

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CORREGGIO. «La gestione dei profughi non ha alcun collegamento con quello delle case popolari. Abbiamo riscontrato diverse situazioni di morosità che stiamo monitorando e gestendo, individuando piani di rientro compatibili con le singole situazioni famigliari. Questo, per esempio, è il caso della signora, incontrata più volte sia dai nostri uffici che dagli amministratori proprio con la volontà di accompagnarla a migliorare la propria situazione personale». Questo il commento del sindaco, Ilenia Malavasi, dopo il racconto pubblico della 35enne che giovedì sera su Rete 4 ha raccontato di aver ricevuto lo sfratto esecutivo dall’alloggio popolare.

È la stessa 35enne a puntualizzare: «Non ho mai parlato male del Comune e ho detto che la Caritas anche rappresentata da Gianmarco Marzocchini mi ha aiutato. Ho un anno pagato di affitto documentabile e mail dove chiedo un cambio alloggio, 3 anni fa, perché qui non riuscivo a pagare e a me non piace vivere sulle spalle delle istituzioni. Non mi sono svegliata oggi sapendo di aver una grossa morosità. Ho pagato 600 euro di affitti, ma non mi è stato dato un cambio alloggio». E poi aggiunge: «Ho richiesto un piano di rientro a febbraio, in Comune innanzi al vice sindaco e a maggio alla presenza del sindaco e vice, dove mi impegnavo a fare un piano di rientro dove avrei pagato nel tempo tutta la morosità. Cosa non accettata. Credo fermamente nell’ugualità. Un’opinione non deve dividere ma trovare un punto di incontro. Spero che si possa trovare».

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