Landi Renzo, ok allo slittamento della rata
Via libera ieri dall’assemblea degli obbligazionisti per il posticipo del rimborso in scadenza nel 2016
CAVRIAGO. Più ossigeno sul fronte finanziario per Landi Renzo. Ieri l’assemblea degli obbligazionisti del prestito “2015-2020” si sono riuniti sotto la presidenza di Stefano Landi e agli atti del notaio Chiantera di Reggio Emilia approvando all’unanimità la proposta del cda per modificare il regolamento del prestito. In particolare l’asssemblea ha approvato, fra l'altro, la posticipazione del rimborso della quota capitale in scadenza il 31 dicembre 2016 al 30 aprile 2017. La quota interessi maturata fino alla data viene regolarmente pagata il 31 dicembre 2016. Il presidente Landi ed il direttore generale - e futuro amministratore delegato - Cristiano Musi hanno positivamente commentato «si tratta di un gesto di fiducia verso il gruppo Landi Renzo che ci dà una nuova spinta positiva nel proseguire il percorso di risanamento intrapreso. Infatti le modifiche al regolamento del prestito obbligazionario nonché la concessione di waiver da parte degli obbligazionisti e di altri istituti bancari - continuano - sono prodromiche rispetto alla definizione del progetto di ottimizzazione della struttura finanziaria definito con il supporto di Mediobanca in qualità di advisor finanziario». Poche settimane fa c’è stata la svolta nella ditta reggiana che produce sistemi a gas e gpl soprattutto per il mercato dell’auto. Il patron Stefano Landi passa infatti il timone dell’azienda di famiglia a un manager esterno, Musi, neo direttore generale della società a far data dal 12 dicembre 2016 il quale, subordinatamente alle necessarie delibere, diventerà ad mentre Stefano Landi rimarrà al suo posto nel ruolo di presidente del gruppo. Un passaggio certamente sofferto ma quasi obbligato per Landi (attuale presidente della Camera di Commercio e della Pallacanestro Reggiana), deciso a recuperare smalto agli occhi degli azionisti e dei vari stakeholder preoccupati per l'ennesima flessione dei ricavi che nei primi 9 mesi sono passati a 131 milioni di euro con una perdita di gruppo di 17,8 milioni di euro e con una posizione finanziaria netta negativa per 87,1 milioni di euro rispetto a 78,3 milioni del 30 giugno 2016. L'azienda leader mondiale nell'alimentazione a gpl e metano l sta soffrendo i prezzi bassi e concorrenziali del petrolio, che erodono vendite e margini. (e.l.t.)
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