Vandalismi in palestra Le famiglie hanno risarcito
Casalgrande: hanno sborsato oltre 1.600 euro per i danni alla Santa Rizza Il vice sindaco: «Diamo atto che si sono scusati». Ma la denuncia va avanti
CASALGRANDE. I responsabili del vandalismo hanno pagato. Anzi, le loro famiglie.
Sono stati 1.622 gli euro versati. Li hanno sborsati i genitori dei ragazzi casalgrandesi che nella notte fra il 3 e il 4 dicembre scorso hanno pesantemente danneggiato la palestra comunale di via Santa Rizza, a fianco del bocciodromo, quella usata abitualmente per le attività della Virtus Casalgrande.
Un vandalismo che aveva visto la distruzione di armadi e oggetti e lo svuotamento di tre estintori, con la loro polvere finissima, sul fondo del campo e negli spogliatoi. Gli autori - un gruppetto di minorenni del paese - identificati nei giorni successivi grazie alle telecamere di sorveglianza sistemate in zona e ad alcune testimonianze, ora sono stati denunciati al tribunale dei Minori di Bologna, competente per l’intero territorio regionale per i reati commessi da persone con meno di 18 anni di età. Quando i carabinieri hanno formalizzato le denunce, i genitori degli autori erano rimasti basiti, non avevano la minima idea che i vandali di cui tanto si parlava in paese fossero i loro figli.
Le famiglie, sin dal primo momento, si erano offerte per pagare le spese necessarie a risistemare la palestra, e pochi giorni fa c’è stato un incontro al riguardo. Alla riunione hanno partecipato i genitori in questione, il vicesindaco con delega allo Sport Marco Cassinadri, l’assessore ai Servizi sociali Graziella Blengeri, alcuni agenti della polizia municipale e il gestore della palestra. Le mamme e i papà hanno ricevuto il riepilogo preciso delle spese che da risarcire. Il totale è di 1.622 euro, fra 1.500 euro per la pulizia dei locali, la rimozione della polverina e il rimborso degli attrezzi distrutti, e 122 necessari per ripristinare i tre estintori utilizzati durante la “visita” notturna.
«Diamo atto che i genitori dei ragazzi si sono presentati tempestivamente negli uffici comunali per scusarsi a nome proprio e dei figli e per farsi giustamente carico delle spese» commenta adesso Cassinadri. Sistemata la questione danni, rimane aperta quella penale, con il fascicolo aperto davanti al tribunale dei Minori bolognese. Prima di formalizzare le denunce, il sindaco casalgrandese Alberto Vaccari aveva lanciato una sorta di ultimatum: se gli autori si fossero presentati coi genitori in municipio per discutere di un rimborso, il Comune avrebbe lasciato perdere le querele. Unico problema, fino all’arrivo dei carabinieri le famiglie dei ragazzi protagonisti non sapevano nulla del coinvolgimento dei propri figli e quindi non hanno avuto la possibilità di muoversi.
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