reggio
cronaca

Brucia il tetto di un'abitazione, paura al Parco delle Caprette

Alle fiamme ieri mattina la canna fumaria di una palazzina in via Monte Cisa, semidistrutta la soffitta. Decisivo l’intervento dei vigili del fuoco per salvare la casa della famiglia


03 gennaio 2017 Leonardo Grilli


REGGIO EMILIA. È stata questione di attimi. Il tempo di uscire pochi minuti con i figli mentre nel camino bruciavano lentamente dei piccoli ciocchi di legno. E poi, al ritorno, le urla disperate di aiuto verso i vicini: «Presto! Avete degli estintori da prestarmi?».

Ma era troppo tardi: l’incendio sviluppatosi nella canna fumaria stava già distruggendo il tetto e parte della soffitta. Questo sfortunato episodio è successo ieri mattina in via Monte Cisa, dietro il parco delle Caprette, dove ora una piccola palazzina monofamiliare per qualche tempo dovrà fare a meno di una porzione del suo tetto.

Erano circa le 11.30 e in casa c’era la mamma con i suoi due figli mentre il marito era momentaneamente uscito. Fuori faceva freddo e così, forse per trovare la casa più calda al suo ritorno, prima di uscire pochi minuti con i bambini ha gettato nel camino qualche ciocco di legno.

Un gesto normale, abitudinario, che farebbe chiunque di noi. Questa volta però qualcosa è andato storto. Perché al ritorno della donna la parte superiore della canna fumaria, quella vicino al tetto e alle tegole, stava bruciando.

Ad accorgersi di tutto uno dei vicini della famiglia Algeri che ha visto sollevarsi un grosso nuvolone di fumo nero dalla palazzina che in pochi secondi ha avvolto tutta la zona. Da lì l’allarme ai vigili del fuoco, intervenuti in pochissimo tempo con quattro mezzi fra cui un’autoscala e un’autobotte.

Se avessero tardato solo di qualche minuto, avrebbero raccontato dopo aver domato le fiamme, probabilmente per la famiglia e la palazzina sarebbe potuta finire molto peggio. E invece alla fine nella sfortuna c’è stata anche un po’ di buona sorte. I danni al tetto, comunque ingenti, non sono stati tali da dover far evacuare la casa e i due bambini potranno continuare a dormire nel loro letto con i loro genitori. Ma la paura è stata tanta, anche nei vicini di casa.

«Siamo arrivati a casa pochi istanti dopo che era cominciato il rogo – ha raccontato Patrik Panigazzi, dirimpettaio della famiglia Algeri – e abbiamo trovato fuori la mamma che chiedeva se avessimo un estintore. Era sconvolta e in preda al panico, ma il tempo di entrare in casa per prenderlo che sono arrivati subito i vigili del fuoco».

Un intervento provvidenziale che ha evitato che i danni si propagassero al resto della casa, anche se per riparare il grosso buco sul tetto e le bruciature serviranno parecchie decine di migliaia di euro.
«Come minimo ci vorranno 40mila euro – ha spiegato il proprietario, Alberto Algeri – ma per fortuna i miei figli non erano in casa al momento del rogo. Adesso è questa la cosa più importante».
 

Gruppo SAE (SAPERE AUDE EDITORI) S.p.A, Viale Vittorio Alfieri n.9 - 57124 Livorno - P.I. 0195463049


I diritti delle immagini e dei testi sono riservati. È espressamente vietata la loro riproduzione con qualsiasi mezzo e l'adattamento totale o parziale.