Brucia il tetto, paura in via Monte Cisa
In fiamme la canna fumaria di un’abitazione, semidistrutta la soffitta di una villetta. Decisivo l’intervento dei vigili del fuoco
REGGIO EMILIA. È stata questione di attimi. Il tempo di uscire pochi minuti con i figli mentre nel camino bruciavano lentamente dei piccoli ciocchi di legno. E poi, al ritorno, le urla disperate di aiuto verso i vicini: «Presto! Avete degli estintori da prestarmi?». Ma era troppo tardi: l’incendio sviluppatosi nella canna fumaria stava già distruggendo il tetto e parte della soffitta. Questo sfortunato episodio è successo ieri mattina in via Monte Cisa, dietro il parco delle Caprette, dove ora una piccola palazzina monofamiliare per qualche tempo dovrà fare a meno di una porzione del suo tetto.
Erano circa le 11.30 e in casa c’era la mamma con i suoi due figli mentre il marito era momentaneamente uscito. Fuori faceva freddo e così, forse per trovare la casa più calda al suo ritorno, prima di uscire pochi minuti con i bambini ha gettato nel camino qualche ciocco di legno.
Qualcosa però è andato storto. Perché, al ritorno a casa della donna, la parte superiore della canna fumaria, quella vicino al tetto e alle tegole, stava già bruciando.
Ad accorgersi di tutto uno dei vicini della famiglia Algeri, che ha visto sollevarsi un grosso nuvolone di fumo nero dalla palazzina che in pochi secondi ha avvolto tutta la zona.
Da lì l’allarme ai vigili del fuoco, intervenuti in pochissimo tempo dalla vicina via della Canalina con quattro mezzi fra cui un’autoscala e un’autobotte. Se avessero tardato solo qualche minuto, hanno raccontato dopo aver domato le fiamme, probabilmente per la famiglia e la palazzina sarebbe potuta finire molto peggio.
E invece, alla fine, nella sfortuna c’è stata anche un po’ di buona sorte. I danni al tetto, comunque ingenti, non sono stati tali da dover far evacuare la casa e i due bambini potranno continuare a dormire nel loro letto con i loro genitori. Ma la paura è stata tanta, anche nei vicini di casa.
«Siamo arrivati a casa pochi istanti dopo che era cominciato il rogo – ha raccontato Patrik Panigazzi, dirimpettaio della famiglia Algeri – e abbiamo trovato fuori la mamma che chiedeva se avessimo un estintore. Era sconvolta e in preda al panico, ma non ho fatto in tempo a entrare in casa per prenderlo che erano già arrivati i vigili del fuoco».
Un intervento provvidenziale, che ha evitato che le fiamme si propagassero al resto della casa, anche se per riparare il grosso buco sul tetto e le bruciature serviranno decine di migliaia di euro.
«Come minimo ci vorranno 40mila euro – ha spiegato il proprietario, Alberto Algeri – ma per fortuna i miei figli non erano in casa al momento del rogo. Adesso è questa la cosa più importante».
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