Gazzetta di Reggio

Reggio

Fellegara commemora l’eccidio

Scandiano, stamattina il ricordo dei quattro ragazzi uccisi dai fascisti nel 1945

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SCANDIANO. Il ricordo di quattro ragazzi uccisi dai fascisti di Salò per le loro convinzioni antifasciste. Comincerà così, con la commemorazione di oggi, 3 gennaio, a Fellegara, proposta dell’edizione 2017 di Scandiano (R)Esiste, il ciclo d’iniziative sul territorio scandianese dedicate alla Resistenza e alla lotta partigiana. L’appuntamento è quindi per stamani alle ore 11 davanti al cippo commemorativo di via Ca' Mercati a Fellegara, a lato del ponte sul Tresinaro lungo la provinciale per Arceto, che ricorda il luogo dove quattro abitanti di Fellegara, Roberto Colli “Riva “ di 23 anni, Nemo Gambarelli “Italo” di 20 anni, Mario Montanari “ Nero” di 25 anni e Renato Nironi “Ida” di 22 anni, furono fucilati dai fascisti.

La cerimonia istituzionale prevede gli interventi del Comune, dell’Anpi e la presenza di alcuni parenti delle vittime.

Il 3 gennaio del 1945 Colli, Gambarelli, Montanari e Nironi vennero uccisi dai fascisti di una brigata nera che li avevano catturati durante un rastrellamento nato da una delazione. Con loro erano stati fermati altri quindici giovani, renitenti alla leva, che vennero rilasciati intimando però loro di presentarsi il giorno dopo al distretto militare, pena la fucilazione. Per i quattro sfortunati ragazzi, invece, il destino fu ben peggiore: prima massaccrati di botte a Fellegara e poi il trasferimento in camion a Scandiano, dove sarebbero stati impiccati in piazza Spallanzani, per dare un esempio alla popolazione. Durante il viaggio i repubblichini vennero intercettati da un gruppo di partigiani garibaldini, che stavano cercando di raggiungere la via Emilia per un’azione di sabotaggio. Lo scontro portò alla morte di un fascista e a due feriti; il tenente Emilio Carlotto, a capo della brigata nera, ordinò ai suoi di fucilare sul posto i quattro prigionieri. Una decisione che in seguito venne contestata anche dal comando tedesco reggiano come gesto ingiustificato. Nei mesi seguenti e sino al termine della guerra, vi fu chi ricordò i quattro, portando fiori freschi sul luogo dell’eccidio nonostante il rischio di essere arrestato. (adr.ar.)

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