Reggio Emilia, il tribunale perde altri pezzi: è emergenza
Contratto scaduto per 3 figure-chiave pagate dalla Fondazione Giustizia, a casa anche 10 tirocinanti
REGGIO EMILIA. A livello di personale amministrativo il tribunale di Reggio (da pochi mesi retto provvisoriamente dal vicario Cristina Beretti) continua a perdere pezzi e l’unica buona notizia degli ultimi tempi è la conferma per un altro anno – da parte del Comune – del “distacco” di una dipendente che è diventata una figura-chiave nella sempre oberata cancelleria del maxi processo Aemilia.
Ma rispetto alle figure professionali che hanno operato al palazzo di giustizia nell’anno appena terminato, più che inserirne di nuove per puntellare la situazione, annotiamo ulteriori defezioni.
Come emerso il 12 dicembre scorso a margine dell’iniziativa “Comunicare la giustizia”, la situazione è sempre più difficile, il che significa mandare avanti l’attività giudiziaria in perenne emergenza. Un dato su tutti: in vent'anni il nostro tribunale ha perso la bellezza di due terzi del personale amministrativo – dai 156 dipendenti del 1996 agli attuali 51 – e nel frattempo i carichi di lavoro in ambito forense sono a dir poco aumentati o più realisticamente sono raddoppiati rispetto agli anni Novanta per tanti motivi, non ultima la prolungata crisi economica che ha portato contenziosi e complesse procedure fallimentari a non finire. Il ministero di Giustizia ha bandito un nuovo concorso nazionale (previste mille assunzioni) ma con tempi di completamento ancora molto incerti ed è anche difficile prevedere quanti neo assunti approderanno a Reggio per rinforzare il personale giudiziario.
Nel 2016 hanno lavorato in tribunale una decina di figure – rivelatesi preziose – pagate dal Ministero e legate a due tipi di esperienze: il tirocinio formativo (rivolto a lavoratori cassintegrati, in mobilità, socialmente utili e disoccupati) e l’ufficio del processo (per chi è stato selezionato per stage in ambito giudiziario). Ma l’anno è terminato e sul destino di queste professionalità non si sa più nulla a livello ministeriale, il che significa che questa decina di lavoratori non operano più negli uffici giudiziari di Reggio.
Un po’ di “ossigeno” era arrivato – sempre nel 2016 – dalle tre professionalità pagate non dal Ministero ma dalla Fondazione Giustizia di Reggio Emilia (raggruppante gli Ordini degli avvocati e dei commercialisti, il Collegio notarile, la Camera di commercio, l'Università di Modena e Reggio, il Comune e la Provincia). Si tratta di tre figure parecchio importanti per la macchina giudiziaria reggiana, visto che sono collocate nell'ufficio che si occupa dei procedimenti fallimentari, nella cancelleria civile e in quella di diritto del lavoro. Ma i loro contratti sono scaduti il 31 dicembre e ieri, alla ripresa dell’attività giudiziaria, ovviamente non c’erano. Se la Fondazione Giustizia avrà ancora le risorse per garantire un altro anno di contratto a queste tre figure lo scopriremo il 19 gennaio, quando si riunirà il consiglio. In caso di risposta negativa il funzionamento della nostra giustizia diventerebbe davvero a rischio.
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